
Foto: un momento della serata di presentazione della Spal, stagione di serie A 2018-19, 10 agosto 2018, piazza Castello, Ferrara
“Kijk naar mijn schat! er zal vanavond een historische re-enactment plaatsvinden op het plein, hier in Ferrara zijn ze erg goed (1)” si rivolse al marito con tono compiaciuto Judith, pedalando con la sua affezionata bici arancione lungo la piazza. “Nee! je bent verkeerd! geen re-enactment, presenteer vanavond de nieuwe spal aan de fans hier voor het kasteel (2)” rispose secco Jeroen, di solito informato su queste cose. Era lui che passava in rassegna il carnet degli eventi per scoprire via via le perle nascoste della città e far bella figura con lei. “Wat jammer! zo vermomd en met die gezichten daar leken ze als barbaren in de strijd. alleen helmen en zwaarden ontbreken! (3)” non si dava pace mentre fissava con occhi a metà tra lo stupito e l’incredulo quei personaggi strani, con le loro sciarpe, i modi un po’ ruvidi, sguaiati, diretti verso la piazza Castello, quasi fossero un’altra attrazione per i turisti.
E risalendo la via Garibaldi venerdì sera, si aveva in effetti l’impressione di avvicinarsi ad un’area controllata, pure troppo. Nessuna bici, nessuno a piedi poteva passare le transenne nei vari varchi, fino alle otto. Poi invece qualcuno che passava c’era sempre, evidentemente i locali quella sera avevano fatto il botto di prenotazioni. E quelle facce lì, le facce da Spal, c’erano tutte o quasi a ben guardare, finalmente anche nuove, bambini, padri e madri con loro, zii e cugini al seguito. Era arrivato il momento di ritrovarsi, chi appena tornato dalle vacanze, chi rimasto imperterrito in città alla calura. E poi c’era soprattutto un colore, il “blue navy”.

Foto: uno scorcio del Castello Estense, minuti prima dell’avvio dell’evento
Il cielo già sapeva, come tutti del resto, e ha deciso di darcene una sua prima versione. Poi le luci, proiettate sulle pareti del Castello come si fa adesso per gli eventi che contano. Schermo sospeso sulle acque del fossato. Suoni. Immagini. Passerella. Sembra quasi in prestito così appoggiata davanti a cotanta monumentale scenografia, in quella serata di mezza estate.
Il saluto ad Alfio, il menestrello cantastorie. Poi il patròn Francesco che ci ricorda che la spontaneità vale tutto, così come l’umiltà. Davide, il Direttore, si sente a casa sua e si vede, come fosse davanti al suo ormai proverbiale armadio, da dove pescare la giacca giusta per ogni occasione. Il mister, nostro e solo nostro, nonostante tutto e tutti quelli che gli ronzano attorno.
La squadra si presenta – ìstan iè di’bei sturnèl! si mormora tra la gente nelle prime file, compiaciuti che si siano convinti finalmente a prender gente di peso lì in mezzo. Guarda che quell’ì l’è un purtièr! Benissimo, bisognerà pur cominciare no? Li vedi, li senti, tutti con una grande voglia di ricominciare a perdersi in discussioni, a fare le vittime sacrificali, ad adorare chi suda la maglia e a cantare, per la Ovest tirata a lucido. E la Ovest, questa grande dama adagiata su un fianco lungo il lato nobile del campo, adesso è immortalata addirittura sulla terza maglia – blue navy – la maglia del Presidente.
E Lui, lo conosciamo bene, mette subito le mani avanti, le difficoltà saranno tante, il cammino lungo, gli avversari ancora più agguerriti. “Perché alla fine ci salveremo anche quest’anno!“. “…ah io su quello non garantisco niente!” sembra rispondergli involontariamente Pippo Costa, sollecitato minuti prima, quando risponde così a una domanda sui suoi cross dalla sinistra, saranno senza’altro impeccabili quest’anno vero?