Angeli e Demoni

Torno a casa che mancano una ventina di minuti a mezzanotte. Mi tolgo subito la maglia ancora umida che sa di ovest, quasi fosse prova di qualche tradimento. Viola e Isabella dormono diligentemente già da un po’ , Francesca quasi. “Come è andata?” riesce a chiedermi prima di scomparire tra le lenzuola. “Benissimo”, le rispondo ammiccando mentre apro un sacchettino di frutta secca e punto il divano. Rivedo un po’ di immagini-spettacolo, in campo e sugli spalti, e mi sento felice, profondamente appagato da tutto ciò che abbiamo vissuto in questa indimenticabile serata. Fatico a prendere sonno però, per l’adrenalina ancora in circolo e per l’ansia del primo appuntamento al lavoro l’indomani mattina, ma mi rimane addosso una sensazione strana, amara e vitrea, di qualcosa che sembra essere rimasto in sospeso nell’aria di questa sera di metà settembre.

Mi sveglio e mi accorgo che un immagine mi ha accompagnato tutta la notte.
Chi sei?
Osservo quel volto tirato in una smorfia indecifrabile sotto il cappuccio blu, i tratti indefiniti e plumbei, le braccia tese e lo sguardo al cielo.
Sorridi o soffri? È festa o prigione? Sei luce o tenebra? Quale anima ti appartiene? Mi chiedo.
Non riesco a rispondermi e non riesco a staccare gli occhi da questa forma umana che sembra un fantasma, planata sulla Ovest da chissà dove.
Perché sei qui? Perché come un magnete tieni inchiodata la mia coscienza al tuo volto?

Sei un Demone o un Angelo custode?

Non so più se dormo o sono sveglio

C’è Federico che ora vive con noi, c’è Stefano e c’è Ilaria che non dimentica, c’è un ragazzo come tanti, con i suoi sogni e i suoi tormenti, ci siamo tutti noi che viviamo perennemente in bilico tra la gioia e il dolore e abbiamo un fottuto bisogno di qualcosa in cui credere.

“Non devi avere paura di lasciare perché quello che conta, non ti lascia mai

A Federico, a Stefano a tutti noi!

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