Il paradosso del nonno

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Alzi la mano chi sa di cosa sto parlando. È la classica storiella utilizzata per negare la possibilità di viaggiare nel tempo, in soldoni se potessi tornare indietro nel tempo e uccidessi mio nonno allora non sarei mai nato e quindi non sarei potuto tornare indietro nel tempo per uccidere mio nonno…Tornando sulla terra, ma senza discostarsi troppo dalla fantascienza, ultimamente mi è tornato in mente dopo le ultime partite vissute in Curva Ovest.La classifica rispetto allo scorso anno di questi tempi è certamente più comoda, giochiamo in uno stadio rinnovato e bellissimo, abbiamo finalmente espugnato il Dall’Ara e l’Olimpico giallorosso eppure si respira pessimismo, i mugugni si sprecano e in alcuni momenti si è sfiorato il reparto geriatrico! Persino nella zona più calda della Ovest, cuore del tifo organizzato, non si percepisce l’adrenalina e la furia che ci ha sempre spinto e guidato. Sarà per qualche performance discutibile dei ragazzi in campo (Frosinone e Sassuolo per dirne un paio…), sarà per la capienza aumentata e la difficoltà di coordinare ancora più persone, sarà perché alcuni tra i ragazzi storicamente più impegnati hanno il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, sarà quel che sarà ma è abbastanza paradossale se si pensa a quello che tutti insieme siamo stati capaci di fare in questi anni…La Curva Ovest siamo tutti noi, siamo singole tessere che possono comporre un meraviglioso mosaico, a patto che ciascuno faccia il suo, inciti il proprio vicino, si aggiunga al coro per sostenere con orgoglio la propria Squadra e la propria Città. E allora non dimentichiamo mai chi siamo e da dove veniamo, diamo una lucidata alla memoria perché è stato e deve ancora essere la nostra forza, in alto i cuori e fuori la voce!

TUTTA LA CURVA DEVE CANTARE!

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