
Voglia di gridare, Daniele Silvestri
Spal-Frosinone
La Spal gioca male, il povero Frosinone si arrabatta per evitare l’ennesima imbarcata del suo sbilenco inizio di campionato, ma fa poco altro. Sugli spalti tutti aspettiamo la zampata per i 3 punti, ma non arriva… io impreco ingrugnato per gli erroracci dei nostri, poi, di colpo, il coro che mi circonda mi trasporta in un mondo surreale, i cui comandamenti prescrivono che i diffidati devono essere sempre presenti, che Reggio e Vicenza devono essere odiate a vita e che i laziali tutti, rei di fare il minimo che ci si potesse aspettare, sono dei figli di mignotta.
Manchester United – Juventus
Sto sul divano a guardarmi la partita con Nino (ebbene sì, l’occasionale ha la licenza di tifare anche Juve, esclusi gli scontri diretti ovviamente), abbiamo appena finito di esultare per il vantaggio della Juve quando… rieccoci, questa volta sono i cori degli juventini allo stadio che, attraverso la tv, ci teletrasportano nella dimensione parallela, quella in cui, invece di sgolarsi e festeggiare per la Juve, la cosa giusta da urlare è che Mourinho e gli interisti sono uomini di merda.
Spal-Empoli
In campo va in onda una nuova replica di un copione ormai trito: non si batte un chiodo, si corre, si fa, si briga, ma non si quaglia. In curva mastico amaro, frustrato come tutti… ma eccolo! sotto forma di ululato di massa, mi si apre lo Stargate, che mi catapulta in un universo rovesciato, dove scopro che il B-movie horror che va in scena in campo è causato dall’arbitro idiota, dalla lega arbitrale e dalla dalla razza toscana, figlie del meretricio e – strabuzzo gli occhi per la meraviglia – dai Parmigiani pezzi di merda che, come mi spiega un alieno di passaggio, sono gemellati con i caini Empolesi.
Potrei andare avanti, citando partite a caso, fino al recente sfacelo di Inter – Napoli, senza timore di essere smentito: in tutte le partite, in tutti gli stadi, in tutte le curve, c’è una faccia della stessa schifosa medaglia. Sì, anche al Mazza. Sì, anche nella Ovest. Tante volte anche io, mentre mi incazzo perché l’attaccante non attacca, la difesa non difende, il centrocampo non ci entra in campo e perché al lavoro mi hanno rotto i maroni, la grandine mi ha disfatto la macchina, il vicino ha tagliato l’erba mentre volevo dormire… ecco, in mezzo a quel casino di urla e pensieri rabbiosi, anche io ho voglia di sfogarmi contro l’arbitro, contro gli avversari, contro laqualunque, ce l’ho lì, proprio sulla punta della lingua. Poi mi ricordo che da quell’altra parte del portale spazio-tempo, che sto per attraversare insieme a tutti gli altri, ognuno trascinato dal suo fiume di incazzature, in quel mondo a rovescio io non ci ho mai visto la Spal che vince, i miei sconosciuti vicini di curva che mi abbracciano, i bambini che spalancano gli occhi e la bocca per il pallone che entra sotto al sette… e allora… che cacchio ci vado a fare?! Mi tappo le labbra a forza e inghiotto tutto, lo ricaccio da dove è venuto, perché in quel mondo non c’è un briciolo di felicità e io non ci voglio andare.
E tu?