Mi sveglio come sempre intorno alle sette. Senza bimbe, miracolosamente guarite dalla sindrome da sonno obliquo (in letto altrui). Questa volta poi non devo studiare e ieri ho giocato d’anticipo: i 18 contenitori di differenziata scrupolosamente depositati il giorno innanzi. Tiè. L’appuntamento è alle 9.30 al nuovo kristall. Mentre cerco di capire quante colazioni fare prima, vibra il cell sul comodino. Un paio di fremiti in rapida sequenza. È Andre. Che annuncia il forfait. Sta giocando un campionato durissimo tra le mura domestiche e oggi hanno bisogno di lui. Ci compattiamo, anche a distanza. La Ovest ha confini laschi. Oggi arriva per noi fino a Budrio. Un primo sole primaverile scalda cuori ancora troppo umidi. Eppure siamo belli davvero, a guardarci da dentro. La nonna cotonata con la sciarpa griffata ultras, il “chino” e i ragazzi sotto di noi, la Fede che è tornata, l’urlatore, la ragazza in magliettina scollata, mio papà in tribuna bianca e mio suocero che non si sa mai dove si mette. Il bimbo con il libro. Chissà che storia sta leggendo.

Pare si alza in volo sulla Ovest fiero come Atreyu. Forse sta per arrivare anche Lillo, da lassù, con il suo pelo bianco e le orecchie lunghe.
Una oscura minaccia sta per colpire il nostro regno.
“Perché Fantasia muore?”
“perché la gente ha rinunciato a sperare, e dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga”
“che cos’è questo Nulla?”
“È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il mondo, e io ho fatto in modo di aiutarlo”
“Ma perché?”
“Perché è più facile dominare chi non crede in niente, ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere”
“Chi sei veramente?”
“Sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho l’incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla”
“se tanto dobbiamo morire, preferisco morire lottando. Attaccami!”
Noi siamo una storia fantastica, un sogno senza fine. Ogni domenica ci armiamo di emozioni e respingiamo il Nulla che rende tutto uguale.
N O I S I A M O L A S P A L “
