Giù le mani da Caino

Abbraccio forte Andre e pedalo verso casa con una strana sensazione addosso. Dovrei essere incazzato nero e invece sono calmo.

Mi ha appena chiamato mamma: “tutto a posto? Ho sentito che c’è stato casino“. Come un quindicenne le rispondo ammiccando.. “lo so, ero lì in mezzo.. “. Poi però subito la rassicuro e mi faccio dire che anche papà è già arrivato a casa gridando allo schifo.

Penso ad Aldro, e a sua mamma e sento dolore, chi doveva proteggerti ti ha ammazzato. A volte, come ieri, ci troviamo nudi ed indifesi davanti all’osceno. Quel 12 che appare all’improvviso tra i gradoni bianchi della ovest è una ferita al cuore.

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Ci offrono paura, ci dividono per venderci sogni di plastica che poi ci tolgono con un replay. Ci provocano, pretendono ma non rispondono e poi si nascondono. Ci chiamano Caino.

Tieni giù le mani da Caino: sangue chiama sangue e tu rispondi al suo richiamo, predichi giustizia e poi razzoli nel crimine, arbitro venduto che dispone della vita di un suo simile…

(Frankie hi-nrg – Giù le mani da Caino – La morte dei miracoli 1997 BMG)

Attraverso le luci della mia città con l’aria che solo ora si fa più fresca e sento conforto.

Voglio essere a casa prima che la Fra torni con le bimbe dal Carnevale

Ciò che ci accomuna non sarà mai il rancore, ma è un desiderio viscerale di amare. Ferrara non ha paura perché Ferrara è capace di amare, dolcemente e perdutamente, anche solo la sua squadra di calcio.

Apro la porta e come al solito Isy per salutarmi mi corre addosso… “Ciao papà!” mentre Viola prova a consolarmi “perché l’arbitro quello stupido ha annullato il gol?”

Non saremo mai soli.

Non camminerai mai sola.

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