Tua per sempre – Elisa – Diari Aperti, 2018
Amore mio ti aspetto sempre
E mai un’attesa è stata vana
Del resto non mi importa niente
Se questa notte ancora chiama
Se serve per sfiorarci ancora
Nessun rimpianto dura una vita intera.
Siamo entrati presto come sempre, per prendere possesso delle nostre mattonelle. Quinta fila superiore, oltre il passante centrale che taglia la ovest, leggermente spostati verso la gradinata. È il nostro posto, da sempre, come l’angolo del letto in cui ci rannicchiamo per sentirci a posto e stare bene ogni notte. Passano i minuti, e le birre, fino a quando ci siamo tutti, famiglia Spaldamar al gran completo questa sera, rassicurati dalle presenze di Caio, sopra, con il suo harem a coprirci le spalle e dei ragazzi di Bondeno sotto, che senza di loro è come quando la coperta è corta e ti si scoprono i piedi .
C’è anche e soprattutto Federico. Fa caldo ma sento i brividi incrociando i miei occhi umidi nei suoi, fieri e puliti, proprio davanti a me.

Vivo la partita come sempre, come un atto di amore nel quale do’ tutto me stesso senza filtri. Ci sono con la testa, l’ho preparata dal mattino, insieme alla merenda per le bimbe, portandomi in ufficio il cambio biancoazzurro per la serata; ci sono con il corpo perché mi è sparito il maldischiena e alzo e abbasso il due aste con scatti e progressioni di tutto rispetto; ci sono con il cuore perché ho voglia di abbracciare chiunque mi capiti a tiro, e da padre penso e abbraccio Lino.
Perdiamo, male e mi fa star male, perché come ogni innamorato presuntuoso pretendo dal mio oggetto d’amore almeno quanto sono disposto a dare, ma alla fine so bene che non conta un cazzo perché….
La nostra storia è complicata
Dicono si può sbagliare
Questa città si è illuminata
Quando ci ha visti lì a parlare
C’è chi si stringe, chi si perde
Comunque vada resto tuo per sempre
Tuo per sempre