Non sono riuscito a togliermi la maglietta della Ovest dopo la partita. Doppie calze via, anche la tuta e la felpa e perfino il magone. Ma la maglietta no. Dopo il 90esimo, sulla mia pelle ha fatto un paio di kilometri a piedi fino in centro, la Fra e le bimbe dalla giostrina, il tram fino a casa, un puzzle, la cena e poi il divano. C’è la Bella e la Bestia in TV, mentre in chat ci chiediamo se Kurtic ha salutato, se Mattioli ha parlato e se il Gos ha bevuto.
Questa storia dei figli di Giulietta in curva Est mi è rimasta su come la tripla porzione di salama a Santo Stefano e mi costerà il pranzo di domani con il suocero oggi lì presente, gli ho regalato io il biglietto… Auguri. La Befana è passata prima quest’anno a portar via le feste, e ha scaricato un bilico di carbone. Ma qualche dolcetto si è dimenticata di sequestrarlo e li sto raccogliendo uno a uno. Come quel coro del titolo, cantato a metà partita, che continua a farmi sorridere. Il film è finito e l’Isy si è addormentata proteggendomi il cuore. Respiriamo insieme ma certe ninna nanne proprio non si possono cantare.
