Blue Monday

Blue Monday – New Order, 1983.

20/01/2020 È il terzo lunedì di gennaio e sembra che secondo alcuni studi scientifici (?) inglesi sia stato identificato come il giorno più triste dell’anno. A Bergamo la Spal gioca contro un’Atalanta che nelle ultime 7 partite in casa ha segnato 24 volte. Più di 3 reti a partita, per puntualizzare. Siamo il peggior attacco della serie A e forse d’Europa. Kevin e Iago sono ancora in terra sabauda e Solaroli in consiglio Comunale.

Pronti via e Ilicic stordisce subito i nostri, come Viola ad inizio mattinata con me quando, a sette anni appena compiuti, mi dice tutta emozionata che si è fidanzata e che in gita a teatro il suo spasimante gli ha fatto i grattini. Svengo.

Proseguo la giornata con un probabile autovelox sulla via Copparo (potrò sempre dire che ero Reca che stava provando la sgroppata dell’azione del pareggio..) e la caldaia rotta al lavoro che mi costringe a cambiare destinazione come un Kurtic qualsiasi mentre penso a dove cazzo la guardo la partita stasera. Chiamo Caio che mi sorprende proponendomi un inedito modulo a tre punte al Main Street. Aggiudicato e con una strana leggerezza brucio i minuti che ci separano dal fischio d’inizio.

Eppure la settimana era iniziata con il lutto al braccio dopo l’ultimo saluto a Monica in una chiesa gremita e nel ricordo di Miky che ci lasciava davanti ad un pallone una fredda sera di dieci anni fa. Macigni pesanti che spingono verso il fondo, salvo accorgersi che nel frattempo ci siamo stretti l’uno all’altro e anziché sprofondare stiamo risalendo.

Zapata e il Papu fanno paura ma una insolita energia li fronteggia. Istinto di sopravvivenza, consapevolezza di non aver più nulla da perdere che si trasforma in forza, quella che Reca mette nelle gambe bruciando Djimsiti e servendo la palla dell 1 a 1 a Petagnone. E addirittura in spavalderia, o arroganza, come aveva sapientemente vaticinato in conferenza stampa Mr. Easy (cit. ET). Come quella di Valoti, che una settimana fa a Firenze sprecava senza convinzione e che ora, invece, consuma tutta d’un fiato sbeffeggiando mezza difesa atalantina e infilando il pallone del 2 a 1 alle spalle di Sportiello e, soprattutto, della tristezza. Fanculo.

Ma non doveva essere il Blue Monday?!