Diario di uno Spaldamar – 16 Marzo 2020
Mi alzo come sempre prima di tutti, stranamente riposato e rilassato. Sarà stato lo strudel superlativo preparato dalla Fra ieri (i vantaggi della quarantena a domicilio…) o l’assenza di acidità gastrica dovuta alla contemplazione della classifica il lunedì mattina (i vantaggi della quarantena sportiva, in questo caso).
Individuo però con certezza la causa nella secondogenita di tre anni e mezzo che in evidente polemica con Sgarbi ha deciso di rimanere questa notte a dormire nel suo letto, ligia ai protocolli sanitari. Devo andare anche io al lavoro (per organizzare lo smartworking..!) e la Fra in qualità di medico (e di moglie immancabilmente rompiballe) prima di accompagnare le bimbe dai nonni (in via cautelativa nel doppio fondo di una valigia… non abbiamo ancora capito se è consentito o meno…) mi assegna i compiti. Sanificare tutti e i 90epassa metri quadri di superficie calpestabile dell’appartamento. L’ha detto Burioni. E muto.

Fingo di preparare scope, amuchina e una pozione sanificante che la primogenita mi ha consigliato da uno dei suoi libri di streghe, ma appena sento la porta chiudere corro ad infilarmi le scarpe per uscire, rimandando le fatiche al pomeriggio. Mentre esco penso: ma la Var review avrà riassegnato il bottino al ladro fermato da Cionek dopo aver visto che era partito dietro alla linea dei difensori?