Diario di uno Spaldamar, #Day 2

17 Marzo 2020. Ho appena raggiunto il record mondiali di piegamenti per raccolta giochi. Quando sono nate Viola e Isabella mi immaginavo camerette rosa e bianche con bambole tutte fiocchi e nastrini in bella posa ordinata e che i veri problemi sarebbero incominciati a sedicianni. E invece, oggi ho raccolto tra gli altri alcuni pezzi di bambole, sei bacchette magiche, trecentovenitre tessere di puzzle, una cosa marrone che non ho capito ancora cos’era, un intero astuccio di gessetti che si sono rintanati sotto il divano come tartarughe appena nate che cercano il mare, un cerchietto e pure me stesso dopo aver saputo che il fidanzatino di Viola, 7enne, è due giorni che la videochiama perché le manca. No comment.

La Fra mi manda via whatsapp il link al video caricato dalla maestra Laura sulla piattaforma Nuvola del pianeta Covid nell’universo degli Unicorni. Questa volta non l’ha detto Burioni ma il compito è comunque da fare, prima di pranzo, così è scritto sul programma. Eseguo. Creo un diversivo miracolosamente efficace per Isabella (le do’ carta bianca su come usare due lavagne in soggiorno, ci penseremo poi dopo…) e affrontiamo la storia rivisitata a scopo di riflessione inclusiva di Cappuccetto Rosso e il lupo nella quale il povero animale si trova ad essere frainteso ed incompreso da una bambina antipatica e giudicante che risulta però agli occhi conformisti degli altri (il cacciatore) unica possibile titolare della verità.

Nb. Ogni riferimento ai fatti del pre-partita Spal Parma è puramente voluto.

Buon ascolto e a domani,

In bocca al lupo, w il lupo!

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