18 marzo 2020. Mercoledì. Ancora sole. Da quando è iniziata la quarantena è comparsa anche la Primavera. Qualcuno aveva dubbi? Mattinata a tema puzzle che scivola via tutto sommato bene tanto da farci venir fame in anticipo e alle 12 meno qualcosa siamo già a tavola con i passatelli in brodo fatti dalla nonna. Alla faccia dei 19 gradi.
La morte sullo schermo di Kerchak, il papà gorilla di Tarzan, destabilizza emotivamente l’Isy nel dopo pranzo ricordandomi la mia reazione sconsolata al fallo da rigore di Tomovic su Boga contro il Sassuolo.
C’è ancora un pomeriggio da guadagnare, centimetro dopo centimetro, non si molla un ca**o…
Pensando ai tanti colleghi della Fra in trincea e agli altri operatori come Miky, amico e infermiere che mi chiama e mi racconta da insider, con dolore e preoccupazione, ma anche forza e consapevolezza, quello che succede in un reparto di un ospedale tra Ferrara e Bologna.
Parliamo di tante cose ma alla fine mi sottolinea che ciò che conta più di tutti in questo momento è restare lontani. E le mie sinapsi subito riportano alla mente la marcatura inappuntabile di Igor su Pazzini contro il Verona, evidentemente per metabolizzare ben il concetto.

A domani. State lontani.
E viva… L’infermiere che paura non ne ha!