Diario di uno Spaldamar, #Day7

22 marzo 2020. Domenica. Mi sveglio con il maldischiena. Tra gli effetti collaterali della quarantena c’è sicuramente il circolo vizioso gioca_faiunospuntino_mettiaposto_pulisci_assaggiaquesto_riposodivanoin4in1metroquadro_tentativodibricolagesemprepuntualmente abortito_beviperdimenticare_mangianonsisamai_vaiadorniresapendochedomanieuguale.

Il maldischiena infatti è roba da ridere. Per calmare la mia nevrosi ed evitare ricoveri in psichiatria decido di sistemare la scrivania di Viola. Riordino quaderni, archivio bigliettini e cartoline, butto alcuni disegni dall’inestimabile valore ( il primo che fa la spia è morto…) ma soprattutto controllo tutto il corredo scolastico dividendolo per tipologia (matite colorate, matite, penne, pennarelli, pastelli, gessetti, ecc..) e talvolta anche per dimensione. Nonostante i tentativi di disturbo (non gliene frega un ca**o a nessuno di quello che sto facendo tanto meno alla diretta interessata), che evito in completa trance agonistica, il risultato è così appagante che ho l’istinto di alzare il due aste e sgranare gli occhi inebetito come dopo il gol di Floccari alla Juve l’anno scorso.

Di la’ in salotto Hugh Grant mi guarda da Notting Hill….. Aiutoooooooo!

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