25 marzo 2020. Mercoledì. La quarantena si fa sentire come il vento alle finestre. Raschio il fondo delle idee e della pazienza dopo un match estenuante con Viola sul corretto approccio nell’utilizzo equilibrato del tempo di gioco e dei compiti. Non c’è pezza ha perso smalto e ritmo, sembra il Bonifazi rientrante dal periodo di inattività sotto la Mole. Rischia anche il rosso per un fallo (verbale) di reazione. Ma poi, come un gol di testa alla Roma (o alla Juve), si fa perdonare tutto mostrandomi l’opera personalizzata attaccata sul frigorifero. Mi aveva disegnato a righe biancoazzurre. Quella ruffiana della mia meravigliosa e sgrammaticata primogenita…
