Diario di uno Spaldamar, #Day 25

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Geff l’esploratore

A occhio e croce, rispetto a lui sarà grande quanto un campo da calcio lo è per un uomo.Così mi metto lì, a metà tra Alberto Angela ed un umarell, ad osservarlo muovere i suoi passi incerti sull’erba, questa sconosciuta. Mi chiedo: chissà se dal profondo del suo DNA riemergerà il ricordo ancestrale di cosa sia l’erba, come ci si corre sopra, come e dove la si annusa per scoprire le tracce degli avversari… Ci mette un po’, ma il miracolo accade. Sotto ai miei occhi incuriositi e divertiti il goffo felino, che pochi minuti prima aveva paura a posare la zampa sul prato, ora inizia a studiarlo, lo percorre in ogni suo angolo, lo mangia perfino, se lo fa amico e alla fine se ne riappropria, come scritto nella sua natura: è roba sua, anche se non può ricordarlo, lui lo sa e basta. Mentre, ancora ridendo, riconduco all’abituale “tana” il mio peloso esploratore, mi domando se anche i ragazzi della Spal, quando sarà ora, riusciranno a ripescare dal proprio subconscio quell’istinto che li lega al campo, se gli ricorderà come ci si corre sopra, come se ne morde l’erba, come si fiutano gli avversari e come renderlo di nuovo il loro campo, perché è roba loro, lo sanno e basta, anche se ora magari non se lo ricordano.

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