Mentre partecipavo l’altra sera all’improvvisata riunione di redazione del nostro blog (ah, si.. ci siam presi una pausa.. sai il COVID, l’inflazione, la crisi in medio oriente, mio cugino non è stato bene..) tirandola per le lunghe con la scusa di bermi le birre anche dei due quinti in vacanza e con la voglia di trovare la chiave giusta per interpretare il sentimento profondo di chi come noi sta vivendo, da innamorato di Spal, questa transizione societaria e tutto ciò che rappresenta ecco improvviso un flash: FERRARA 500 ANNI FA ERA NEW YORK, la geniale intuizione di Andrea Amaducci apparsa qualche anno fa sui muri davanti al Mc Donald in piazza, colpevolmente oscurata da zelanti incaricati al decoro urbano ma solo dopo essere diventata patrimonio comune della memoria di molto ferraresi tra i quali, evidentemente, il sottoscritto.
Sette parole che accostate in modo inconsueto sorprendono e aprono un varco spazio temporale in cui riesco a vedere l’ Avv. Joe Tacopina salutare con deferenza yankee il Duca Ercole I d’Este. In mezzo c’è la storia di una città, di menescalchi e frati che forgiano il ferro per costruire le fondamenta dello stadio e di una gloriosa società , di ineguagliabili cacciatori di talenti, di cavalieri che galoppano sulla fascia, di boia buoni e di condottieri Semplici. Di casate poco nobili che hanno vantato privilegi e disonorato lo stemma, di famiglie contadine che hanno riacceso fuochi spenti e custodito tesori. Del popolo diffidente e orgoglioso che acclama finalmente contento, insieme ai riuniti reduci di guerra delle epoche passate, ora che perfino le damigelle corrono allo spettacolo.
Vorrei raccontare tutto questo all’Avv. Joe, e molto altro, se si fermasse anche a salutare me, ora che le possenti Mura sono territorio di contatto e non di difesa. E magari gli direi anche che secondo me NEW YORK TRA 500 ANNI SARA’ FERRARA. Un’altra birra, grazie!
Foto da pedrinicantastorie, wordpress, marzo 30, 2016 Ferrara 500 anni fa era New York – #pedriniracconta