
The falling man brothers. Ferrara è come New York. E Kabul.
È da ieri sera che quelle immagini mi si sono rificcate dentro. Verticali. Quasi da sentire l’aria pungere sulle guance e il vuoto. Sotto e nello stomaco.
Che cazzo c’entra con la Spal? Che cazzo c’entra? Da chi cazzo è fatta la Spal? Di Esseri Umani. Che esistono, hanno una casa, forse degli amici, magari pochi, un lavoro precario o per una volta soddisfacente, una famiglia più o meno felice, interessi e passioni. Noi ci conosciamo perché condividiamo il territorio del Mazza e cadiamo dai suoi gradoni ogni qual volta la rete si gonfia, soprattutto sotto la Ovest. Il vuoto lo sentiamo eccome per un attimo, che si muove tutto attorno e sembra di essere su un aereo o in cima ad un grattacielo, ma poi troviamo il pieno perché ci aggrappiamo e ci sosteniamo e comunque dobbiamo salvare la birra.
Ecco, “sembriamo” su un aereo però magari non per davvero aggrappati ad un carrello a duemila piedi mentre scappiamo da una guerra o “ci sembra di stare” sul cornicione di una torre mentre sfuggiamo alle fiamme accese dall’odio. Cadiamo tutti, per carità, al Mazza, a Ferrara, a New York e a Kabul. Ma c’è vertigine e vertigine e volevo dirvelo, Fratelli, che per me loro sono nostri Fratelli e avrei voluto che si aggrappassero e sostenessero a me.
Falling Men Brothers