
Respiro.
Accompagno Viola e Isy dai nonni per pranzo dopo un sabato mattina intenso di giochi e faccende. Ho preparato tutto come sempre prima, ma cerco di rimanere lucido mentre esco di casa per evitare di prendere lo zaino con l’anti zanzare, la copertina e il cappellino della scuola materna anziché quello con la sciarpa, la mascherina e il tagliando rigorosamente stampato (sia mai!) di viva ticket. Controllo il download del greenpass sullo smartphone e anche di aver bonificato la memoria digitale (solo quella) dalle ultime opere d’arte raffinatissime girate sulla chat degli amici.
Finalmente ci siamo.
La prima l’ho dovuta raccontare dal divano ma oggi voglio esserci. Respiro, mentre inforco la bici e dalla zona est mi dirigo, quasi attratto da una forza gravitazionale, verso lo stadio ritrovando, pedalata dopo pedalata, sensazioni dolci come il miele. Via via che mi avvicino al Paolo Mazza incrocio atomi sparsi che in densità crescente si muovono attratti dal legame che li farà diventare da lì a poco nucleo pulsante. Sta arrivando anche Andre che ha gia attraversato il Reno e anni veramente difficili. Nino invece oggi non ce la fa, impegnato con il nuovo B&B e a tener d’occhio le signorine forestiere. Riccio é in fuori gioco perenne alla Pippo Inzaghi con la scusa della recente paternità, mentre Caio è sempre sul pezzo e da direttore di filiale chiude gli uffici delle Poste in base agli orari delle partite della Spal. Dall’ultima volta che ho messo piede al Paolo Mazza anche la mia vita è andata inaspettatamente e velocemente avanti di diversi capitoli, cambiando sceneggiatura, interpreti e prospettive. Posso considerarmi in sintonia con le vicende societarie, penso, mentre faccio la fila ai tornelli con il sorriso sulle labbra, una consapevolezza arcaica e la mia Fede nel cuore. Una volta dentro salgo i gradoni con passi sicuri e leggeri, poi mi fermo e mi guardo intorno. Respiro, mentre partono i primi cori dalla balaustra, le mascherine si abbassano e il distanziamento si annulla. Breathe. Il brano anni 90 di Midge Ure mi ha sempre trasmesso una strana sensazione di malinconia e allo stesso tempo conforto. Poi finisce così la canzone e ho pensato che era perfetta per oggi…Breathe to make me breathe.
E forza Spal!