Sudare (la maglia)


“Pronto? Ma dov’eri finito, ti hanno rapito le sirene? ” Prinz lo sapeva che l’amico di sempre non ci sarebbe stato. Fisicamente impossibilitato dalle direttive aziendali che gli avevano imposto le ferie proprio nella settimana dell’ ennesimo esordio estivo biancoazzurro. Una prima di campionato contro un avversario scomodo come lAscoli, vissuta con una certa curiosità dopo il radicale rinnovamento dello staff tecnico, il parco giocatori ancora in costruzione e l’occhio puntato sulla proprietà che si gioca gli ultimi spiccioli di credito.

Mentre il popolo biancoazzurro rispondeva presente, con oltre 30 gradi e seimila sciarpe biancoazzurro a sventolare sulle note al saxofono dell’inno di Mameli/Poltronieri e al ritmo dei cori in balaustra, Zorz dove cazzo era? “Allora? Ti ho chiamato prima che iniziasse la partita , c’erano anche i ragazzi che volevano salutarti, vabbè che non è arrivata ai gradoni, ma avevamo preso ancbe una birra in più per te!”. “E secondo te io che sono su un’isola del Nord Europa ho bisogno delle vostre birre? Dai, poi ti spiego, piuttosto com’è andata? Ho letto per ora solo la cronaca spicciola ma sai che mi interessa altro”. Sarà stato forse per gli effetti dela percentuale altissima di ‘umidità (e umanità) presente in Curva Ovest ma “sudare la maglia” fu il pensiero sintetico di Prinz per descrivere il sentimento collettivo che gli sembrava avesse impastato la serata , finalmente apparso corrisposto anche sul campo.” Da queste parti è tutto perfettamente funzionante, ordinato e c’è fresco , non si suda neanche a mezzogiorno. Dopodomani abbiamo l’aereo di ritorno”. Zorz non l’aveva detto, ma Prinz aveva capito. Certe cose non si dicono, tuttalpiu’ si canticchiano
” e non vedo l’ora di tornarreee, là sotto in curva dove c’è più calor!’

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Autore: andreasimcic

Un gran battito di cuore, i ragazzi che mi abbracciano, la compagna di viaggio da sempre e per sempre, #spaldamar da una vita, due passi in san romano

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