
Caro Babbo Natale,
Ho deciso di scriverti dopo quasi quarant’anni perché ho bisogno di te.
Ho bisogno di credere di nuovo che i desideri si avverino.
In tutti questi anni mi sono dato da fare parecchio per comportarmi bene. Certo ho fatto qualche capriccio e qualche marachella ma penso di essere stato tutto sommato un “bravo bambino”, puoi chiedere in giro, se vuoi.
Lo sai, mi sono sempre accontentato di poco e ho presente anche il momento per te non facile. La delocalizzazione che ti costringe a coordinare gli elfi nel sudest asiatico e nell’est Europa, l’embargo russo sulle renne a causa della guerra in Ucraina , i droni che ti sfracciano a distanza ravvicinata mentre passi da un camino all’altro e le criptovalute di Musk che vogliono acquistare il tuo brand. Però ho bisogno di te e di scriverti questa lettera. La appenderò al due aste vicino alla finestra, la lascio aperta in fessura, così intanto dò aria a questo presente così pesante.
Caro Babbo Natale, vorrei…. Torchia Lancini Paramatti Zamuner Servidei Mangoni Messersi Brescia Mezzini Bottazzi Labardi, vorrei che papà usasse ancora la sciarpa in lana grossa con la scritta Spal per andare in gradinata, vorrei Luca Mora a cena e Sergio Floccari direttore sportivo. Vorrei poter vedere Ante7 in piazza con i bambini senza che debba vergognarsi. Vorrei Semplici che ricrea hcompattezza all’ambiente e Mattioli che torna a fare il preside del nostro collegio ars et labor in mezzo agli struzzi dei Colombarini. Vorrei che mia figlia continuasse a chiedermi di portarla in Curva Ovest e vorrei che la Curva Ovest continuasse a chiedermi di portare mia figlia. Vorrei, mentre si soffre, perché noi non potremo mai non soffrire, vorrei tornare a sorridere, ad abbracciare in modo ibrido e scompsoto il primo che trovo sui gradini, vorrei un rigore a favore, vorrei vibrare e riconoscermi in quello che vedo e che sento, in un sentimento collettivo di reciproca appartenenza.
Caro Babbo Natale , per favore, io rivorrei la Spal.