Medicina amara

Crédit: Filippo Rubin, LoSpallino

Alle 17:04 arriva la notifica mentre sto facendo tre piani di scale con un tavolo di legno massello incredibilmente ancora agganciato alle mie dita. Arrivato al pianerottolo, la fila dei santi era già pronta a prendere le mie migliori orazioni quando butto l’occhio e leggo “MEDICINA FOSSATONE vs FERRARA CALCIO ARS ET LABOR” uno a zero.

Li stendo tutti (i santi in fila) con una raffica nella lingua universale dello sconforto, dell’amarezza, della rabbia e della delusione. Appoggio al muro quel tavolo che mi ha tenuto lontano dal campo di Budrio, pensando ad Andrea che, come me, sta facendo il facchino, lui a Mestre per la figlia all’università, mentre la SPAL gioca sotto casa sua. Ce l’eravamo detto che non ci saremmo stati, con una smorfia di fatalismo e un discreto senso di colpa, ma adesso mi chiedo se non sia stato meglio così. Perché novecento nostri fratelli c’erano comunque a cuocersi il cranio nel caldo estivo ai bordi del campo e non è cambiato nulla, se non che alla fine si sono cotti più che legittimamente anche i maroni. Io non so cosa stia succedendo, ma da qualche anno ogni passo avanti che facciamo ne produce almeno due indietro. Una marcia della morte che ci ha appena fatto cadere, pur miracolosamente ancora vivi, dentro al letamaio più merdoso che la nostra storia spallina abbia conosciuto. Da laggiù sventolano ancora i nostri vessilli mentre i cori di battaglia continuano a risuonare fieri, mentre là fuori sembra che non ci siano più occhi per vedere e orecchie capaci di ascoltare, ma solo stregoni che ci danno medicine amare, spacciandole per ricostituenti, per farci ammalare. E allora noi faremo come i bambini, perché lo sappiamo fare. Quella cazzo di medicina che ci fate ingoiare la terremo nella nostra bocca, mischiata questa volta al tabacco, alla birra e alla parte più salivare della nostra anima, e proprio quando sarete davanti alla nostra faccia, ve la risputeremo addosso. E ci metteremo a ridere. Perché se mai qualcuno pensasse davvero di togliere l’azzurro dalle nostre bandiere per lasciare solo il bianco della resa, non ha ascoltato bene le parole di uno dei nostri canti più belli che tiene la nostra passione accesa. Noi non molleremo mai, noi non molleremo mai, noi non molleremo mai, NOI NON MOLLEREMO MAI! Forza SPAL!”

Lascia un commento