Bentornata in serie A!

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Foto ATP
File audio: Morcheeba, Rome wasn’t built in a day, 2000, Fragments of Freedom, Sire Records

Solo oggi mi sento davvero in serie A

20 agosto 2017, la Spal ritorna in serie A dopo un esilio di quasi mezzo secolo e da quel pomeriggio di agosto ne son passate tante, di emozioni, seppur concentrate in quattordici mesi. E oggi, sempre venti ma ottobre, il sole picchia forte che sembra quasi agosto, allo stadio Olimpico, lo stesso stadio, tutti in maglietta, si gioca contro la Roma. Si vince contro la Roma. Continua a leggere “Bentornata in serie A!”

Se mi illudo che male c’e?

Champions-League

A forza di vento dalla lanterna fino a Monaco o a Madrid

Fabrizio De Andrè, Khorakhané (A forza di essere vento), 1996, BMG Ricordi

Non è che mi immaginassi già a Monaco o a Madrid ad intonare “de ceempiooons” il mercoledì sera dopo quella notte magica, checché se ne dica – subito pronti ad esaltarsi o al contrario, a deprimersi al primo mutar di vento. Non è che mi uscisse l’orticaria a vedere la Spal tra le prime, nemmeno mi ha sfiorato un minuto l’idea di vederla spadroneggiare su tutti i campi della serie A. Nemmeno per un secondo ho pensato di aver abbandonato nostra sorella sventura, sempre lì nei passaggi mezzi pieni, più spesso quasi vuoti della storia spallina, solo perché la classifica parla di nove punti e siamo solo all’inizio. Mi son forse visto illudermi, che peccato ho commesso? Continua a leggere “Se mi illudo che male c’e?”

Corri Manuel… corri!

Ci sono persone nate per correre. Ancora prima di nascere, non importa dove e da chi, hanno quel dono scolpito nel destino. Sanno correre, ma non come uno qualunque. E sanno che mentre sono lì, a perdifiato, qualcosa succederà sempre. Che sai fare ragazzo?! Mi immagino la domanda rivolta a Manuel, ragazzotto minuto, sguardo vispo, capelli biondi a spazzola, dal suo allenatore prima di relegarlo da qualche parte nei campetti chissà dove nell’industriosa valle del fiume Agno, alto vicentino. E lui, magari con la stessa aria orgogliosa un po’ naif del Forrest visto al cinema. Io corro! Io corro come il vento che soffia!

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Per sempre derby

Foto: fotogramma della corsa inarrestabile di Giorgio Zamuner dopo il gol segnato al Bologna, 5 giugno 1994, semifinale playoff serie c, Youtube

Accidenti, scotta questo cappuccio! – Giorgio pensa per un attimo di lamentarsi con il barista ma poi si trattiene, sicuro l’avrà fatto apposta, e gli lancia un’occhiataccia delle sue, alla “ferrarese”, a metà tra l’arrabbiato e il sospettoso. Ormai lavora a Bologna da chissà quanti anni, ma c’è quel retrogusto che proprio non gli va giù dei bolognesi, così come al ristorante rinuncia alla mortadella, quasi per principio. A lui è sempre piaciuta di più la salama, quella che preparava sua madre poi. Sposato con la compagna di corso, bolognese, impiegato in uno studio legale tra Clavature e San Domenico, aveva vissuto anni all’ombra delle vie del centro che quasi si dimenticava la bellezza di sedersi su una panchina affacciata al sole, tanto lunghi erano quei portici. Be’ se devo passare in studio anche la settimana di ferragosto stavolta me lo concedo! E sia, si volta verso Massimo, il perfido barista attentatore della salute del suo labbro superiore, e gli chiede di stampargli un biglietto per il Dall’Ara, settore ospiti, per il derby di domenica.

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Il rock non va mai in vacanza

Scappo dalla città alla ricerca della nuova frontiera

Alive – Pearl Jam – Ten, 1991.

Non so più contare. Sguardo chino sul monitor, il telefono non smette di squillare, colleghi e clienti ti scatenano reazioni allergiche di ogni tipo mentre le mail ti sommergono come le onde dell’oceano durante gli uragani. Quante volte? Appuntamenti su appuntamenti, al lavoro, nella vita di tutti i giorni, si prendono quasi tutto e di te non rimane che qualche raro momento di lucidità, tanto vale bersi un paio di birre e via, anche quella te la sei giocata. Esiste un luogo dove rifugiarsi da tutto questo? Non so contare quante volte me lo sono chiesto. Esiste davvero?

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Blue navy a piazza Castello

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Foto: un momento della serata di presentazione della Spal, stagione di serie A 2018-19, 10 agosto 2018, piazza Castello, Ferrara

Kijk naar mijn schat! er zal vanavond een historische re-enactment plaatsvinden op het plein, hier in Ferrara zijn ze erg goed (1)” si rivolse al marito con tono compiaciuto Judith, pedalando con la sua affezionata bici arancione lungo la piazza. “Nee! je bent verkeerd! geen re-enactment, presenteer vanavond de nieuwe spal aan de fans hier voor het kasteel (2)” rispose secco Jeroen, di solito informato su queste cose. Era lui che passava in rassegna il carnet degli eventi per scoprire via via le perle nascoste della città e far bella figura con lei. “Wat jammer! zo vermomd en met die gezichten daar leken ze als barbaren in de strijd. alleen helmen en zwaarden ontbreken! (3)” non si dava pace mentre fissava con occhi a metà tra lo stupito e l’incredulo quei personaggi strani, con le loro sciarpe, i modi un po’ ruvidi, sguaiati, diretti verso la piazza Castello, quasi fossero un’altra attrazione per i turisti.

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Like a rolling stone

Foto: immagine di repertorio della Curva Ovest ripresa dal terreno di gioco in occasione del quarantennale del tifo organizzato 1974 – 2014

“Le migliori serate, la Spal, gli amici e quelle gradinate”, così nasce un grande amore

Like A Rolling Stone, Bob Dylan, 1965, Highway 61 revisited

Il loro tavolo era sempre lo stesso, erano tutti e tre abitudinari nonostante le apparenze. A Lùzi piacevano quelle mensole d’ebano scuro appese alla parete, all’angolo della stanza, stracolme di bottiglie preziose più per i ricordi che custodivano che per il vero valore del vino, più per le discussioni alle quali avevano assistito da spettatrici discrete, al di sotto del dito di polvere che li ricopriva. Tanto nessuno di loro era allergico, anzi, ogni volta che i tre si ritrovavano nell’amata trattoria al cinquanta di via Darsena, quasi litigavano per decidere chi di loro si sarebbe seduto all’angolo, al posto d’onore. Mario, il proprietario, infastidito dal chiasso, forse già un po’ inebriati dai calici di rosso bevuti al bar, usciva sempre dalla sua cucina e li riprendeva davanti a tutti.”Elòra! – esordiva aprendo la porta girevole – iv’ finì ad discùtar?! siv’bèla imbariàg?” e quando i tre decidevano finalmente di sedersi, rientrava con le mani nei capelli, rassegnato, si girava sbirciando dall’oblò e sospirava “puvrèt mi, ié più scalzinà di mié tri scalìn“.

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Francesco e i ruggenti anni sessanta

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Foto: Francesco Petagna, il primo da sinistra, abbraccia i suoi ragazzi immortalato in un momento di svago a Roma, piazza Navona, novembre 1965. (credits La Nuova Ferrara)

La prima domenica di campionato di “nonno” Petagna

Strano l’anno 1964, bisestile, carattere imprescindibile per ogni anno di svolta. Attraversando in sella alla sua bici Legnano grigio fumo il famigerato crusàr tra il corso martiri e la giovecca, Francesco non poteva non ascoltare nell’aria le note di Scegli me o il resto del mondo, cantata con la voce squillante da Betty Curtis, stella del Cantagiro, suonata a tutto volume dagli altoparlanti gracchianti di una radiolina super knips 64, accomodata sul davanzale di uno dei tanti palazzi signorili adagiati da tempo sul corso. Continua a leggere “Francesco e i ruggenti anni sessanta”