Diario di uno Spaldamar, #Day3

18 marzo 2020. Mercoledì. Ancora sole. Da quando è iniziata la quarantena è comparsa anche la Primavera. Qualcuno aveva dubbi? Mattinata a tema puzzle che scivola via tutto sommato bene tanto da farci venir fame in anticipo e alle 12 meno qualcosa siamo già a tavola con i passatelli in brodo fatti dalla nonna. Alla faccia dei 19 gradi.

Continua a leggere “Diario di uno Spaldamar, #Day3”

Diario di uno Spaldamar, #Day 2

17 Marzo 2020. Ho appena raggiunto il record mondiali di piegamenti per raccolta giochi. Quando sono nate Viola e Isabella mi immaginavo camerette rosa e bianche con bambole tutte fiocchi e nastrini in bella posa ordinata e che i veri problemi sarebbero incominciati a sedicianni. E invece, oggi ho raccolto tra gli altri alcuni pezzi di bambole, sei bacchette magiche, trecentovenitre tessere di puzzle, una cosa marrone che non ho capito ancora cos’era, un intero astuccio di gessetti che si sono rintanati sotto il divano come tartarughe appena nate che cercano il mare, un cerchietto e pure me stesso dopo aver saputo che il fidanzatino di Viola, 7enne, è due giorni che la videochiama perché le manca. No comment.

Continua a leggere “Diario di uno Spaldamar, #Day 2”

Andrà tutto bene

Diario di uno Spaldamar – 16 Marzo 2020

Mi alzo come sempre prima di tutti, stranamente riposato e rilassato. Sarà stato lo strudel superlativo preparato dalla Fra ieri (i vantaggi della quarantena a domicilio…) o l’assenza di acidità gastrica dovuta alla contemplazione della classifica il lunedì mattina (i vantaggi della quarantena sportiva, in questo caso).

Continua a leggere “Andrà tutto bene”

Le Semplici cose

uno si separa insensibilmente…. E infine la tristezza…delle semplici cose. Queste semplici cose che cadon dolendo sul fondo del cuore….

Le semplici cose, Vinicio Capossela – Rebetiko Gymnastas, 2012.

Ci hai svegliato da un incantesimo che durava decenni, ci hai fatto andare sulle montagne russe, ci hai tolto il fiato, ci hai regalato pura e vera gioia e quello che più importa ci hai fatto stare di nuovo vicini.

Grazie Mister. Eterna stima e gratitudine. E chissà che…

“uno torna sempre al suo vecchio posto, dove amò la vita….perché semplice è l’amore e le semplici cose se le divora il tempo”

Blue Monday

Blue Monday – New Order, 1983.

20/01/2020 È il terzo lunedì di gennaio e sembra che secondo alcuni studi scientifici (?) inglesi sia stato identificato come il giorno più triste dell’anno. A Bergamo la Spal gioca contro un’Atalanta che nelle ultime 7 partite in casa ha segnato 24 volte. Più di 3 reti a partita, per puntualizzare. Siamo il peggior attacco della serie A e forse d’Europa. Kevin e Iago sono ancora in terra sabauda e Solaroli in consiglio Comunale.

Continua a leggere “Blue Monday”

Chi non canta guzza la Befana. Ninna nanna ninna o’.

Non sono riuscito a togliermi la maglietta della Ovest dopo la partita. Doppie calze via, anche la tuta e la felpa e perfino il magone. Ma la maglietta no. Dopo il 90esimo, sulla mia pelle ha fatto un paio di kilometri a piedi fino in centro, la Fra e le bimbe dalla giostrina, il tram fino a casa, un puzzle, la cena e poi il divano. C’è la Bella e la Bestia in TV, mentre in chat ci chiediamo se Kurtic ha salutato, se Mattioli ha parlato e se il Gos ha bevuto.

Continua a leggere “Chi non canta guzza la Befana. Ninna nanna ninna o’.”

Grazie papà.

Suona il telefono. Guardo, mentre infilo una forchettatta di spaghetti in gola all’Isy: Papà. “Ciao dove sei? sono alle Mura c’e’ la partita”. Evito il soffocamento della secondogenita e penso come cazzo è difficile dirsi le cose. “ciao vieni a vedere la partita con me? Sono già qui e ti tengo il posto”.

Questo è il vero messaggio che vorrebbe recapitare il padre al figlio. Non me lo dice, ma ho già capito. Faccio in tempo a dirgli che sto aspettando la Fra che sta tornando da dove è lui con spesa e regali prima che la linea di comunicazione venga presa d’assalto dalle due implacabili signorine. Sono le 20 e 12 minuti, la conversazione degenera e non si capisce più niente. Sembra l’area della Spal quando 40 minuti dopo verrà squarciata dal tiro di Rincon.

Continua a leggere “Grazie papà.”

Perché ne vale la pena.

Entro in casa come sempre con seicento cose in mano. Faccio in tempo ad appoggiare tre zaini due sporte una cassa d’acqua una molletta ed un cerchietto mentre intravedo la Fra e le bimbe sul divano semi incoscenti. Sembrano Tomovic Vicari e Igor che aspettano l’inzuccata di Caprari. Viro a sinistra e con un dribbling alla Franchezza carico in rapida sequenza due salme su tre e le deposito nei rispettivi letti. Rubo al volo un po’ di frutta secca e finisco il tè di non so chi mentre mi accascio al 98imo al centro del divano. Guardo la sciarpa caduta sul parquet dell’ingresso in posizione fetale e dico vaffanculo.

Dicono che non c’è più tempo. Sentiamo tutto il peso di quello che ci manca e che non abbiamo ancora raggiunto. Il gol, i tre punti, la quota salvezza; ma anche la telefonata al tipo stronzo che ci sta vendendo la casa, la scadenza di lavoro che rimandi da settimane, la giustificazione al pensiero stravolto per una moglie e mamma che troppo presto hai saputo non ci sarà più. È stato il nostro lunedì sera. E ora è un po’ più buio, e fa un po’ più freddo, così ci rannicchiamo dove possiamo, come quella sciarpa, per cercare conforto.

E lo trovo. Oltre il novantesimo. È stampato su quella sciarpa. È il DNA biancoazzurro, è una melodia che ti culla. È la reazione psicosociale a ciò che non puoi controllare, è l’istinto di sopravvivenza. In quello spazio-tempo tutto è possibile, anche una zuccata che ti manda per terra, ma non è mai finita. Alzi gli occhi umidi e la bocca impolverata e scopri che non sei mai solo.

E riprendi a combattere e a sognare. Insieme. Perché ne vale la pena.

Tuo per sempre

Tua per sempre – Elisa – Diari Aperti, 2018

Amore mio ti aspetto sempre

E mai un’attesa è stata vana

Del resto non mi importa niente

Se questa notte ancora chiama

Se serve per sfiorarci ancora

Nessun rimpianto dura una vita intera.

Siamo entrati presto come sempre, per prendere possesso delle nostre mattonelle. Quinta fila superiore, oltre il passante centrale che taglia la ovest, leggermente spostati verso la gradinata. È il nostro posto, da sempre, come l’angolo del letto in cui ci rannicchiamo per sentirci a posto e stare bene ogni notte. Passano i minuti, e le birre, fino a quando ci siamo tutti, famiglia Spaldamar al gran completo questa sera, rassicurati dalle presenze di Caio, sopra, con il suo harem a coprirci le spalle e dei ragazzi di Bondeno sotto, che senza di loro è come quando la coperta è corta e ti si scoprono i piedi .

Continua a leggere “Tuo per sempre”

Sì ma….

f1de9bd8-7312-4f59-9cf0-2e3e7b7fed2c
“Centro di gravità permanente“, 1981 F. Battiato

Dedicato ai sì ma….

hofinitolacartaigienicaelazzarinonc’e’piu’_e’giàsettembreeberishasie’infortunato_cisonolecimicimagiocafelipe?_inizialascuolaelevacanzesonofinite_hofinitoisoldieanchevagnati_hobucatolabigaeigornone’unterzino_cisonoiballoonsilmotogpglispaccinielepanchine_lagazzettalanuovatelestenseilcarlinoeanchelospallino_miocugginounavoltamihadettocheretrocederemo_anchelaparrucchierachee’amicadellapedicuredellaziadimissiroli_nonsosevengomapoivengo_manoncanto_edopofacciol’ape_eviscrivo

Il pessimista è uno che se può scegliere tra due mali, li prende entrambi“, Oscar Wilde.

Per tutti gli altri, anche dal secondo anello,

CARICA CARICA CARICA!!!

#spallazio #spaldamar #curvaovest #giuseppecampione #iannotta