Corri Manuel… corri!

Ci sono persone nate per correre. Ancora prima di nascere, non importa dove e da chi, hanno quel dono scolpito nel destino. Sanno correre, ma non come uno qualunque. E sanno che mentre sono lì, a perdifiato, qualcosa succederà sempre. Che sai fare ragazzo?! Mi immagino la domanda rivolta a Manuel, ragazzotto minuto, sguardo vispo, capelli biondi a spazzola, dal suo allenatore prima di relegarlo da qualche parte nei campetti chissà dove nell’industriosa valle del fiume Agno, alto vicentino. E lui, magari con la stessa aria orgogliosa un po’ naif del Forrest visto al cinema. Io corro! Io corro come il vento che soffia!

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Meno spezzatino e più…polpettone!

La Lega Serie A ha ufficializzato nella giornata di ieri gli orari delle partite fino al termine del girone di andata.

Sarà a causa del ritorno dei doppio gestore televisivo (SKY e DAZN), sarà per i crescenti interessi pubblicitari e commerciali legati all’arrivo in Italia di CR7, ma mai come quest’anno i tifosi biancoazzurri dovranno adattarsi ad orari cervellotici e spesso scomodi.

Col passare del tempo, in nome del Dio denaro, è stato privilegiato sempre di più il tifoso da salotto dimenticando chi fa sforzi enormi in termini di tempo e soldi per seguire la propria squadra allo stadio, per trasmettere la propria passione ai protagonisti in campo e, non da ultimo, per garantire anche a chi guarda le partite in TV uno spettacolo più coinvolgente.

Saremmo ovviamente un po’ troppo nostalgici e antiquati a rimpiangere i tempi in cui tutte le partite si svolgevano in contemporanea alle 15:00 della domenica pomeriggio, oggi un ritorno all’orario unico sarebbe anacronistico e improponibile considerati i quattrini che tutte le squadre guadagnano dai diritti televisivi, ma un po’ di vantaggi in meno ai tifosi “virtuali” e qualche attenzione in più ai tifosi “reali” sarebbe, oltre che possibile, auspicabile per garantire un prodotto migliore per tutti.

“Fede è andare allo stadio quando puoi vedere la partita in televisione.”
Dino Risi

Ceravolo una volta…anzi due!

ceravolo

E tanto già lo so che al novantesimo s…baglia Ceravolo!

Non c’è niente da fare, la storia recente della S.P.A.L. è legata a doppia mandata a quella del buon Fabio da Locri, che dopo il gol segnato al Frosinone che ci aveva garantito la promozione in serie A, ci regala di nuovo una gioia lisciando una palla davanti alla linea di porta, ovviamente al 90°, e proiettando i biancoazzurri in cima alla classifica di Serie A dopo 2 giornate.

Negli occhi di tutti resterà giustamente la meravigliosa azione che porta Manuel Lazzari a mettere una palla col contagiri per la girata al volo di MA7 (92 minuti di applausi!) , ma il gesto tecnico dell’attaccante calabrese del Parma è a suo modo altrettanto indimenticabile, una perla degna del miglior Luther Blissett o del mitico “ramarro” Pancev.

Se è vero che non c’è due senza tre…alla prossima Fabio!

 

Ritorno al Futuro

mattiolicolombarini

The Power of Love – Huey Lewis and the News – Back to the Future: Music from the Motion Picture Soundtrack, 1985.

Correva l’anno 1989 quando in TV per la prima volta vidi Michael J. Fox fuggire a bordo di una DeLorean fumante accelerando fino ad 88 miglia orarie per ritrovarsi catapultato negli anni ’50. Quello stesso anno mio Zio, dopo l’immancabile sosta al Florens, mi portò per la prima volta in Curva Ovest a vedere la Spal. I ricordi sono confusi, dal basso vedevo più il Bomber di chi mi stava davanti che i giocatori in campo, ma l’emozione della Curva stracolma che cantava e saltava fino a fare vibrare i gradoni, quella resta indelebile…Che spettacolo!

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Per sempre derby

Foto: fotogramma della corsa inarrestabile di Giorgio Zamuner dopo il gol segnato al Bologna, 5 giugno 1994, semifinale playoff serie c, Youtube

Accidenti, scotta questo cappuccio! – Giorgio pensa per un attimo di lamentarsi con il barista ma poi si trattiene, sicuro l’avrà fatto apposta, e gli lancia un’occhiataccia delle sue, alla “ferrarese”, a metà tra l’arrabbiato e il sospettoso. Ormai lavora a Bologna da chissà quanti anni, ma c’è quel retrogusto che proprio non gli va giù dei bolognesi, così come al ristorante rinuncia alla mortadella, quasi per principio. A lui è sempre piaciuta di più la salama, quella che preparava sua madre poi. Sposato con la compagna di corso, bolognese, impiegato in uno studio legale tra Clavature e San Domenico, aveva vissuto anni all’ombra delle vie del centro che quasi si dimenticava la bellezza di sedersi su una panchina affacciata al sole, tanto lunghi erano quei portici. Be’ se devo passare in studio anche la settimana di ferragosto stavolta me lo concedo! E sia, si volta verso Massimo, il perfido barista attentatore della salute del suo labbro superiore, e gli chiede di stampargli un biglietto per il Dall’Ara, settore ospiti, per il derby di domenica.

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Vincerò le mie paure

Vincerò le mie paure
indosserò l’armatura migliore
in punta di piedi
con mille guerrieri
ed in gola il cuore.
Piangerò lacrime asciutte
perché la corazza rimanga intatta
giù in fondo all’inferno
o su in alto nel cielo
con la schiena dritta

(la rivincita dei buoni , Levante)

Nei minuti antecedenti l’inizio della presentazione della squadra, il cielo sopra Ferrara, o forse solo sopra il Castello, ha cambiato colore.

Blu Marino. O Blu Navy come dicono quelli bravi.

Chissà se se n’è accorto il Pres. mentre ripassava mentalmente la consueta arringa finale prima della sorpresa…

Il dono è uno dei meccanismi più efficaci per creare dipendenza, diceva un mio vecchio prof. all’Università. Ma è anche, allo stesso tempo, un libero gesto d’amore.

A sostegno e passione sincera e incondizionata hai risposto, caro Pres, trasformandole in icona come nessuno mai aveva osato. Nemmeno il Liverpool con la Kop.

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Il rock non va mai in vacanza

Scappo dalla città alla ricerca della nuova frontiera

Alive – Pearl Jam – Ten, 1991.

Non so più contare. Sguardo chino sul monitor, il telefono non smette di squillare, colleghi e clienti ti scatenano reazioni allergiche di ogni tipo mentre le mail ti sommergono come le onde dell’oceano durante gli uragani. Quante volte? Appuntamenti su appuntamenti, al lavoro, nella vita di tutti i giorni, si prendono quasi tutto e di te non rimane che qualche raro momento di lucidità, tanto vale bersi un paio di birre e via, anche quella te la sei giocata. Esiste un luogo dove rifugiarsi da tutto questo? Non so contare quante volte me lo sono chiesto. Esiste davvero?

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