Blue navy a piazza Castello

blue navy a piazza castello

Foto: un momento della serata di presentazione della Spal, stagione di serie A 2018-19, 10 agosto 2018, piazza Castello, Ferrara

Kijk naar mijn schat! er zal vanavond een historische re-enactment plaatsvinden op het plein, hier in Ferrara zijn ze erg goed (1)” si rivolse al marito con tono compiaciuto Judith, pedalando con la sua affezionata bici arancione lungo la piazza. “Nee! je bent verkeerd! geen re-enactment, presenteer vanavond de nieuwe spal aan de fans hier voor het kasteel (2)” rispose secco Jeroen, di solito informato su queste cose. Era lui che passava in rassegna il carnet degli eventi per scoprire via via le perle nascoste della città e far bella figura con lei. “Wat jammer! zo vermomd en met die gezichten daar leken ze als barbaren in de strijd. alleen helmen en zwaarden ontbreken! (3)” non si dava pace mentre fissava con occhi a metà tra lo stupito e l’incredulo quei personaggi strani, con le loro sciarpe, i modi un po’ ruvidi, sguaiati, diretti verso la piazza Castello, quasi fossero un’altra attrazione per i turisti.

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Indovina chi

Indovina chi

The Who – Who are you – Who are you,  1978.

La prima volta che l’ho incontrato, sapevo solo che era uno dei ragazzi della Spal, ma non avrei saputo dargli un nome… era per forza uno di quelli che avevo sentito nominare ripetutamente e che dalla curva avevo di certo visto parecchie volte, uno di quegli omini lontani a righe biancoazzurre, con faccia e numero per me ancora indistinti. È uno dei privilegi dell’occasionale: il diritto all’ignoranza.

Nel pomeriggio c’era stata una partita epica al Mazza, forse un pareggio con uno squadrone, forse con la Juve, non ricordo esattamente, così eravamo rimasti fuori a farci qualche birra e dopo cena tutta la squadra si era riunita a festeggiare l’impresa in un locale a pochi metri di distanza, affacciato su uno dei bei vicoli bui del centro. Continua a leggere “Indovina chi”

Il talento in tribuna

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Carmen Consoli – L’ultimo Bacio – Stato di Necessità, 1997.

Qual è stato il gesto tecnico più rappresentativo della scorsa stagione? Quale partita, quale giocatore, quale tocco di palla – parata, contrasto, goal – ha segnato la cavalcata della Spal nel campionato 2017-18?

Partendo da questa traccia, ho iniziato a guardare e riguardare spezzoni di partita, come si fa o si faceva da ragazzi con i filmati delle vacanze estive, alla ricerca di qualcosa che mi colpisse al cuore, che fosse capace, in pochi frame, di esprimere con semplicità e completezza ciò che abbiamo tutti insieme vissuto partecipando alla splendida e sofferta cavalcata del campionato scorso.

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Like a rolling stone

Foto: immagine di repertorio della Curva Ovest ripresa dal terreno di gioco in occasione del quarantennale del tifo organizzato 1974 – 2014

“Le migliori serate, la Spal, gli amici e quelle gradinate”, così nasce un grande amore

Like A Rolling Stone, Bob Dylan, 1965, Highway 61 revisited

Il loro tavolo era sempre lo stesso, erano tutti e tre abitudinari nonostante le apparenze. A Lùzi piacevano quelle mensole d’ebano scuro appese alla parete, all’angolo della stanza, stracolme di bottiglie preziose più per i ricordi che custodivano che per il vero valore del vino, più per le discussioni alle quali avevano assistito da spettatrici discrete, al di sotto del dito di polvere che li ricopriva. Tanto nessuno di loro era allergico, anzi, ogni volta che i tre si ritrovavano nell’amata trattoria al cinquanta di via Darsena, quasi litigavano per decidere chi di loro si sarebbe seduto all’angolo, al posto d’onore. Mario, il proprietario, infastidito dal chiasso, forse già un po’ inebriati dai calici di rosso bevuti al bar, usciva sempre dalla sua cucina e li riprendeva davanti a tutti.”Elòra! – esordiva aprendo la porta girevole – iv’ finì ad discùtar?! siv’bèla imbariàg?” e quando i tre decidevano finalmente di sedersi, rientrava con le mani nei capelli, rassegnato, si girava sbirciando dall’oblò e sospirava “puvrèt mi, ié più scalzinà di mié tri scalìn“.

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Ci siam fatti di Eros

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Lido di Spina (e dove altro potevamo trovarlo?), Eros sale dalla spiaggia e ci raggiunge, sorridente, al tavolino. E’ così contento di prendersi un po’ d’ombra, dopo giorni di sole, che ordina una birra e la offre anche a noi… un brindisi e si comincia a chiacchierare a ruota libera.

Che squadra hai tifato storicamente, diciamo quella di quando eri bambino?
“Mi piacevano gli olandesi del Milan, Ruud Gullit con questo capellone, Rijkaard, Van Basten. Di famiglia eravamo milanisti e seppur piccolo all’epoca sono riuscito a vedere qualcosa” Continua a leggere “Ci siam fatti di Eros”

Francesco e i ruggenti anni sessanta

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Foto: Francesco Petagna, il primo da sinistra, abbraccia i suoi ragazzi immortalato in un momento di svago a Roma, piazza Navona, novembre 1965. (credits La Nuova Ferrara)

La prima domenica di campionato di “nonno” Petagna

Strano l’anno 1964, bisestile, carattere imprescindibile per ogni anno di svolta. Attraversando in sella alla sua bici Legnano grigio fumo il famigerato crusàr tra il corso martiri e la giovecca, Francesco non poteva non ascoltare nell’aria le note di Scegli me o il resto del mondo, cantata con la voce squillante da Betty Curtis, stella del Cantagiro, suonata a tutto volume dagli altoparlanti gracchianti di una radiolina super knips 64, accomodata sul davanzale di uno dei tanti palazzi signorili adagiati da tempo sul corso. Continua a leggere “Francesco e i ruggenti anni sessanta”