1 Aprile 2020. Mercoledì.

#iorestoacasancoraperquindicigiorni
1 Aprile 2020. Mercoledì.

#iorestoacasancoraperquindicigiorni

31 marzo 2019. Domenica. Nino mi sta riportando a casa da Frosinone insieme a Caio, già in ansia per cosa racimolare per cena, e ad una vittoria che ci rilancia nella corsa salvezza dopo una delle partite più brutte della storia del calcio.
Continua a leggere “Diario di uno Spaldamar, #Day16”30 marzo 2020. Lunedì. Viola, che sta curando la veste grafica dei miei post in questa quarantena, questa sera ha voluto griffare in preview la nuova maglia da gara per la prossima stagione.
Continua a leggere “Diario di uno Spaldamar, #Day15”29 marzo 2020. Domenica. Sara’ che in queste settimane Harry Potter ha ormai preso residenza a casa mia, sarà che la frequenza prolungata quotidiana con le mie due figlie mi porta ad inventare parole, a colorare emozioni, ad esercitare l’immaginazione, sarà che lo spazio fisico limitato comprime e abbiamo bisogno di liberare i nostri pensieri…
Continua a leggere “Diario di uno Spaldamar, #Day14”28 marzo 2020. Sabato. La Fra ha fatto una torta alle mele spaziale (le cose Semplici si sa…), l’Isy non ha mangiato il pesce perché l’ha visto disteso sulla teglia prima dell’abbronzatura in forno e se l’è un po’ presa, mentre Viola si metteva il vestito elegante per videochattare con le amiche all’ora dell’aperitivo. Che tenerezza.
Continua a leggere “Diario di uno Spaldamar, #Day13”27 marzo 2020. Venerdì. Ore 18.52. Dovrei essere alla mia lezione settimanale di yoga posturale e invece questa sera infilo il gate spazio temporale in anticipo direttamente dal divano.
Continua a leggere “Diario di uno Spaldamar, #Day12”26 marzo 2020. Giovedì. Ore 23.07. Isabella e Viola dormono, la Fra legge e tutto intorno tace. In queste giornate compresse e circolari mi piace pensare che ci sia un momento, anzi una frazione di un istante in cui lo spazio-tempo si spezzi e una tangente cosmica mi porti altrove.
Continua a leggere “Diario di uno Spaldamar, #Day11”25 marzo 2020. Mercoledì. La quarantena si fa sentire come il vento alle finestre. Raschio il fondo delle idee e della pazienza dopo un match estenuante con Viola sul corretto approccio nell’utilizzo equilibrato del tempo di gioco e dei compiti. Non c’è pezza ha perso smalto e ritmo, sembra il Bonifazi rientrante dal periodo di inattività sotto la Mole. Rischia anche il rosso per un fallo (verbale) di reazione. Ma poi, come un gol di testa alla Roma (o alla Juve), si fa perdonare tutto mostrandomi l’opera personalizzata attaccata sul frigorifero. Mi aveva disegnato a righe biancoazzurre. Quella ruffiana della mia meravigliosa e sgrammaticata primogenita…

24 marzo 2020. Martedi. Il mio metro di distanza preferito. Ricordi che fanno bene all’umore.

23 marzo 2020. Lunedì. Me lo ripeto da questa mattina come un mantra per sopravvivere a questi giorni che sembrano tutti uguali. Ma so, come ne “il giorno della marmotta,” che l’incantesimo poi si spezzera’.
