Cos’è il tuo Club per te?

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Google search. Pagina bianca. Il cursore appare e scompare, più volte. Le dita sulla tastiera, gli occhi puntati su quella linea intermittente. Minuti eterni. Riflesso involontario. Il dito indice si muove e clicca qualcosa, anche l’altro lo segue. Liverpool. Il suggeritore appare in un istante, liverpool barcelona è il primo suggerimento. Gilbert se ne frega dei suggerimenti e clicca invio. Con la coda dell’occhio vede se entra qualcuno nella specie di ufficio che si ritrova. Nessuno. Immancabile lo sbuffo misto di delusione e rabbia per quel buco fetido dopo oltre dieci anni di onorato servizio alla JJ Smith Machinery Limited e pensare che tutti gli amici, Jasper in testa, quando era stato assunto nella più grande azienda del Southdene, l’avevano festeggiato quasi come al quarto gol di Divock la sera prima. Well done Gibb! Era il suo nome di battaglia quando varcava il cancello di Anfield. Paisley Gate. The Kop.

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Karma sudore e champagne

  Karma Police – Radiohead – Ok Computer (1997)

Le prime luci del crepuscolo si infiltravano già tra le aperture del vecchio caro corridoio tanto che il giallo della pittura assomigliava quasi ad un arancione molto olandese mentre il blu da sempre compagno fedele del giallo negli stemmi delle squadre di Verona sembrava un violetto nostalgico.

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Quante cose che non sai di me (gli ostacoli del cuore)

Elisa feat. Ligabue – Gli ostacoli del cuore

C’è un principio di magia

Fra gli ostacoli del cuore

Che si attacca volentieri

Fra una sera che non muore

E una notte da scartare

Come un pacco di Natale

È l’una passata, la Fra si è da poco addormentata accanto a me e adesso fuori è solo silenzio. Fatico comunque a chiudere occhio, ma questa volta non è colpa dell’adrenalina ancora in circolo. Questa sera, questa notte, la riconosco, è pura e semplice felicità.

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Giù le mani da Caino

Abbraccio forte Andre e pedalo verso casa con una strana sensazione addosso. Dovrei essere incazzato nero e invece sono calmo.

Mi ha appena chiamato mamma: “tutto a posto? Ho sentito che c’è stato casino“. Come un quindicenne le rispondo ammiccando.. “lo so, ero lì in mezzo.. “. Poi però subito la rassicuro e mi faccio dire che anche papà è già arrivato a casa gridando allo schifo.

Penso ad Aldro, e a sua mamma e sento dolore, chi doveva proteggerti ti ha ammazzato. A volte, come ieri, ci troviamo nudi ed indifesi davanti all’osceno. Quel 12 che appare all’improvviso tra i gradoni bianchi della ovest è una ferita al cuore.

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Ci offrono paura, ci dividono per venderci sogni di plastica che poi ci tolgono con un replay. Ci provocano, pretendono ma non rispondono e poi si nascondono. Ci chiamano Caino.

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NeVAR ending story

Mi sveglio come sempre intorno alle sette. Senza bimbe, miracolosamente guarite dalla sindrome da sonno obliquo (in letto altrui). Questa volta poi non devo studiare e ieri ho giocato d’anticipo: i 18 contenitori di differenziata scrupolosamente depositati il giorno innanzi. Tiè. L’appuntamento è alle 9.30 al nuovo kristall. Mentre cerco di capire quante colazioni fare prima, vibra il cell sul comodino. Un paio di fremiti in rapida sequenza. È Andre. Che annuncia il forfait. Sta giocando un campionato durissimo tra le mura domestiche e oggi hanno bisogno di lui. Ci compattiamo, anche a distanza. La Ovest ha confini laschi. Oggi arriva per noi fino a Budrio. Un primo sole primaverile scalda cuori ancora troppo umidi. Eppure siamo belli davvero, a guardarci da dentro. La nonna cotonata con la sciarpa griffata ultras, il “chino” e i ragazzi sotto di noi, la Fede che è tornata, l’urlatore, la ragazza in magliettina scollata, mio papà in tribuna bianca e mio suocero che non si sa mai dove si mette. Il bimbo con il libro. Chissà che storia sta leggendo.

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“a vinzen”

nonno spal

Domenica. Mi sveglio alle 7 meno qualcosa. Sarà per l’adrenalina che è già in circolo o per la forza di gravità che sta per farmi atterrare sul parquet. Io sono pacifico anche quando dormo, ma già in due, a volte, si rischiano gomitate da rosso diretto, figurati quando si aggiungono negli stessi centimetri lenzuolati prima una e poi la seconda figlia, affette entrambe dalla terribile sindrome del “sonno obliquo”. Mi auto espello dunque dal letto prima di rimetterci un anca e voilà son già in piedi carico a molla. Panini, birre, sciarpa, birre, doppia calza che farà freddo, birre, biglietto, mi raccomando birre…Sogno.  Andre e Nino staranno recitando lo stesso copione in quel momento. Vai a Parma? Mi hanno chiesto praticamente tutti fino a ieri sera. No, io no. Devo studiare. A quarant’anni più uno. Praticamente come la quota salvezza. Tant’è. Mi sveglio per davvero, le tre occupatrici di letti si dividono tra compleanni nonni e colazioni in piazza mentre io affronto le mie dispense formative dopo aver conferito negli appositi cassonetti le solite 1,78 tonnellate di raccolta differenziata.

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Il Bologna che tremare il mondo fà

Lucio Dalla, Piazza Grande, 1972, RCA

Il derby si avvicina di nuovo e Giorgio sente sempre più forte il richiamo del drago.

La sigaretta accesa ormai da alcuni minuti stava bruciando quel che rimaneva delle foglie tritate di tabacco Pueblo, lasciando oltre alla sottile linea di fumo soltanto un mozzicone ricurvo di braci. Sembra la parabola innocua dei nostri corner… bisbiglia con un ghigno sul volto tirato. Ormai le montagne di atti da finire sulla scrivania lo guardavano da vette sempre più alte per la gioia del suo capo che non gli avrebbe mai pagato un minuto di straordinario in più già lo sapeva. Tanto valeva gustarsi quelle pause, sempre più rare e fugaci in questo inizio d’anno come del resto le sue apparizioni nel letto coniugale per non parlare del resto. Come se non bastasse, le feste si erano dimostrate efficaci solo sul suo girovita, con buona dose di psicosi detox soprattutto per la sua panza che gli impediva ormai la visuale della bilancia al mattino tanto da obbligarlo a sporgersi in avanti con lo stesso imbarazzo del vicino curioso del piano di sopra mentre spia giù dal balcone la coinquilina quando esce in mutande. Continua a leggere “Il Bologna che tremare il mondo fà”

Cattivissimi noi

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Voglia di gridare, Daniele Silvestri

Spal-Frosinone

La Spal gioca male, il povero Frosinone si arrabatta per evitare l’ennesima imbarcata del suo sbilenco inizio di campionato, ma fa poco altro. Sugli spalti tutti aspettiamo la zampata per i 3 punti, ma non arriva… io impreco ingrugnato per gli erroracci dei nostri, poi, di colpo, il coro che mi circonda mi trasporta in un mondo surreale, i cui comandamenti prescrivono che i diffidati devono essere sempre presenti, che Reggio e Vicenza devono essere odiate a vita e che i laziali tutti, rei di fare il minimo che ci si potesse aspettare, sono dei figli di mignotta.

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Caro Babbo Natale

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Bruce Springsteen, Santa Claus is comin’ to town, 1978, The Summit

Ciao Babbo Natale!

È vero che sei il mio secondo papà? A me piace il mio primo papà ma è bello sapere che ci sei anche tu. Anche se io non ho mai visto un papà che non si fa mai vedere però io ti credo. I bimbi grandi mi prendono sempre in giro perché io ti credo e loro no ma io rispondo sempre che io ho un cuore più grande di quello che hanno loro e nel mio ci sono due papà e una mamma. E una sorellina. Continua a leggere “Caro Babbo Natale”