Grazie papà.

Suona il telefono. Guardo, mentre infilo una forchettatta di spaghetti in gola all’Isy: Papà. “Ciao dove sei? sono alle Mura c’e’ la partita”. Evito il soffocamento della secondogenita e penso come cazzo è difficile dirsi le cose. “ciao vieni a vedere la partita con me? Sono già qui e ti tengo il posto”.

Questo è il vero messaggio che vorrebbe recapitare il padre al figlio. Non me lo dice, ma ho già capito. Faccio in tempo a dirgli che sto aspettando la Fra che sta tornando da dove è lui con spesa e regali prima che la linea di comunicazione venga presa d’assalto dalle due implacabili signorine. Sono le 20 e 12 minuti, la conversazione degenera e non si capisce più niente. Sembra l’area della Spal quando 40 minuti dopo verrà squarciata dal tiro di Rincon.

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Francesco e i ruggenti anni sessanta

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Foto: Francesco Petagna, il primo da sinistra, abbraccia i suoi ragazzi immortalato in un momento di svago a Roma, piazza Navona, novembre 1965. (credits La Nuova Ferrara)

La prima domenica di campionato di “nonno” Petagna

Strano l’anno 1964, bisestile, carattere imprescindibile per ogni anno di svolta. Attraversando in sella alla sua bici Legnano grigio fumo il famigerato crusàr tra il corso martiri e la giovecca, Francesco non poteva non ascoltare nell’aria le note di Scegli me o il resto del mondo, cantata con la voce squillante da Betty Curtis, stella del Cantagiro, suonata a tutto volume dagli altoparlanti gracchianti di una radiolina super knips 64, accomodata sul davanzale di uno dei tanti palazzi signorili adagiati da tempo sul corso. Continua a leggere “Francesco e i ruggenti anni sessanta”