Grazie papà.

Suona il telefono. Guardo, mentre infilo una forchettatta di spaghetti in gola all’Isy: Papà. “Ciao dove sei? sono alle Mura c’e’ la partita”. Evito il soffocamento della secondogenita e penso come cazzo è difficile dirsi le cose. “ciao vieni a vedere la partita con me? Sono già qui e ti tengo il posto”.

Questo è il vero messaggio che vorrebbe recapitare il padre al figlio. Non me lo dice, ma ho già capito. Faccio in tempo a dirgli che sto aspettando la Fra che sta tornando da dove è lui con spesa e regali prima che la linea di comunicazione venga presa d’assalto dalle due implacabili signorine. Sono le 20 e 12 minuti, la conversazione degenera e non si capisce più niente. Sembra l’area della Spal quando 40 minuti dopo verrà squarciata dal tiro di Rincon.

Continua a leggere “Grazie papà.”

Il giornalismo ferrarese in stile Tafazzi

Perché gli organi di informazione a Ferrara remano contro la propria squadra?

Dopo la partita interna con il Brescia una serie di articoli mi hanno fatto pensare all’autolesionismo tipico della mitologica figura di Tafazzi, personaggio masochista di Mai Dire Gol che si randellava gli zebedei con una bottiglia senza motivo apparente.

La pietra dello scandalo è stato l’apprendere che alla fine della partita la squadra era stata subissata da fischi assordanti di tutto lo stadio….Come scusa????? Già, l’ho dovuto leggere, perché dal mio solito posto in Curva Ovest, a parte qualche mugugno legittimo e qualche fischio isolato, avevo sentito applausi e cori per sostenere i ragazzi. E neanche dagli altri settori si sono sentiti questi fantomatici fischi assordanti. Solo qualche facinoroso tra cui il gentiluomo che ha pensato bene di mettersi ad insultare il Mister dalla gradinata.

E allora perché scrivere falsità e dare più spazio a quell’imbarazzante siparietto che alle riflessioni costruttive? Qual è l’obiettivo? Ci ho riflettuto a lungo ma non riesco proprio a capire. Continua a leggere “Il giornalismo ferrarese in stile Tafazzi”

Tuo per sempre

Tua per sempre – Elisa – Diari Aperti, 2018

Amore mio ti aspetto sempre

E mai un’attesa è stata vana

Del resto non mi importa niente

Se questa notte ancora chiama

Se serve per sfiorarci ancora

Nessun rimpianto dura una vita intera.

Siamo entrati presto come sempre, per prendere possesso delle nostre mattonelle. Quinta fila superiore, oltre il passante centrale che taglia la ovest, leggermente spostati verso la gradinata. È il nostro posto, da sempre, come l’angolo del letto in cui ci rannicchiamo per sentirci a posto e stare bene ogni notte. Passano i minuti, e le birre, fino a quando ci siamo tutti, famiglia Spaldamar al gran completo questa sera, rassicurati dalle presenze di Caio, sopra, con il suo harem a coprirci le spalle e dei ragazzi di Bondeno sotto, che senza di loro è come quando la coperta è corta e ti si scoprono i piedi .

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Sì ma….

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“Centro di gravità permanente“, 1981 F. Battiato

Dedicato ai sì ma….

hofinitolacartaigienicaelazzarinonc’e’piu’_e’giàsettembreeberishasie’infortunato_cisonolecimicimagiocafelipe?_inizialascuolaelevacanzesonofinite_hofinitoisoldieanchevagnati_hobucatolabigaeigornone’unterzino_cisonoiballoonsilmotogpglispaccinielepanchine_lagazzettalanuovatelestenseilcarlinoeanchelospallino_miocugginounavoltamihadettocheretrocederemo_anchelaparrucchierachee’amicadellapedicuredellaziadimissiroli_nonsosevengomapoivengo_manoncanto_edopofacciol’ape_eviscrivo

Il pessimista è uno che se può scegliere tra due mali, li prende entrambi“, Oscar Wilde.

Per tutti gli altri, anche dal secondo anello,

CARICA CARICA CARICA!!!

#spallazio #spaldamar #curvaovest #giuseppecampione #iannotta

Cos’è il tuo Club per te?

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Google search. Pagina bianca. Il cursore appare e scompare, più volte. Le dita sulla tastiera, gli occhi puntati su quella linea intermittente. Minuti eterni. Riflesso involontario. Il dito indice si muove e clicca qualcosa, anche l’altro lo segue. Liverpool. Il suggeritore appare in un istante, liverpool barcelona è il primo suggerimento. Gilbert se ne frega dei suggerimenti e clicca invio. Con la coda dell’occhio vede se entra qualcuno nella specie di ufficio che si ritrova. Nessuno. Immancabile lo sbuffo misto di delusione e rabbia per quel buco fetido dopo oltre dieci anni di onorato servizio alla JJ Smith Machinery Limited e pensare che tutti gli amici, Jasper in testa, quando era stato assunto nella più grande azienda del Southdene, l’avevano festeggiato quasi come al quarto gol di Divock la sera prima. Well done Gibb! Era il suo nome di battaglia quando varcava il cancello di Anfield. Paisley Gate. The Kop.

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Spettri di Halloween

Maledetta domenica.

Ore 17:07, si riaprono i varchi, inizia il deflusso dopo il fischio finale e il saluto a “quel-qualcosa-simile-alla-spal”. Cominciano presto ad uscire! si guardano un po’ spaesati gli steward agli ingressi dal lato di via Ortigara, sembra un’immensa messa in scena di una troupe intenta a girare. John Landis sarebbe uscito di testa dalla gioia, se avesse potuto riprenderci per il suo videoclip del 1984. Dove l’avrebbe mai più trovata un’orda di zombi così realistica!

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Bentornata in serie A!

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Foto ATP

File audio: Morcheeba, Rome wasn’t built in a day, 2000, Fragments of Freedom, Sire Records

Solo oggi mi sento davvero in serie A

20 agosto 2017, la Spal ritorna in serie A dopo un esilio di quasi mezzo secolo e da quel pomeriggio di agosto ne son passate tante, di emozioni, seppur concentrate in quattordici mesi. E oggi, sempre venti ma ottobre, il sole picchia forte che sembra quasi agosto, allo stadio Olimpico, lo stesso stadio, tutti in maglietta, si gioca contro la Roma. Si vince contro la Roma. Continua a leggere “Bentornata in serie A!”