Grazie papà.

Suona il telefono. Guardo, mentre infilo una forchettatta di spaghetti in gola all’Isy: Papà. “Ciao dove sei? sono alle Mura c’e’ la partita”. Evito il soffocamento della secondogenita e penso come cazzo è difficile dirsi le cose. “ciao vieni a vedere la partita con me? Sono già qui e ti tengo il posto”.

Questo è il vero messaggio che vorrebbe recapitare il padre al figlio. Non me lo dice, ma ho già capito. Faccio in tempo a dirgli che sto aspettando la Fra che sta tornando da dove è lui con spesa e regali prima che la linea di comunicazione venga presa d’assalto dalle due implacabili signorine. Sono le 20 e 12 minuti, la conversazione degenera e non si capisce più niente. Sembra l’area della Spal quando 40 minuti dopo verrà squarciata dal tiro di Rincon.

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