Voto la Spal

Giorgio esce di casa. In un solo gesto c’è tutto l’eroismo di un piccolo grande uomo normale in una domenica quasi normale di gennaio. Si vota. Del resto lui non può sottrarsi al suo dovere. Ieri alle tre del pomeriggio si giocava il “suo” derby al Paolo Mazza, lui non poteva sottrarsi. Domenica mattina, 26 gennaio 2020. Giornata uggiosa, perfetta per musicarla con note melanconiche, ma lui non era Sergio Endrigo e quelli non erano gli Anni Settanta. Peccato. Mentre camminava sornione sul marciapiede della strada verso la piazzetta della scuola gli pulsavano le tempie, troppi pensieri, troppi anche per la dose di paracetamolo che aveva trangugiato appena sveglio, assieme ad un sorso di caffè con qualche biscotto secco. E non poteva essere altrimenti. Il cerchio alla testa post-derby lo affliggeva come la più antica forma di stress post-traumatico. Non poteva sottrarsi.

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