
Sabato pomeriggio. Guardo dalla balaustra di via
Darsena le strade attorno al Paolo Mazza pian piano riempirsi di auto parcheggiate e di anime biancoazzurre con i paramenti sacri di un rito che si tramanda da generazioni. Non ho fatto lo scatto digitale giusto e questa volta sono rimasto senza biglietto. Caio ad un matrimonio, Nino a ricevere ospiti dal mondo, Riccio a cambiare pannolini, oggi tocca ad Andre respirare per tutti la nostra aria preferita, ed è una garanzia. Sento le vibrazioni dal campo e dai gradoni mentre vado in senso opposto alle sirene che accompagnano le ultime auto dei tifosi parmensi verso lo stadio.
Mi aspettano i Modena City Ramblers sul palco dell’OktoberFest ferrarese. Se dovevo trovare un’alternativa penso sia la migliore. Vivo il preconcerto come il prepartita, birra, bella compagnia, discorsi pesi misti a discorsi del cazzo, ancora birra e poi si comincia. Siamo in tanti e abbiamo voglia di esserci, in mezzo a cori e canti che ti fanno saltare e ballare, drappi biancoazzurri che volteggiano sopra di noi, dediche per Aldro e oggi anche per Mimmo, braccia e pugni alzati, abbracci covid free con sconosciuti vaccinati. E’ dare un fottuto significato alle cose che scegli di fare. Ed emozionarti, sempre. Siamo alle ultime note…Uno due tre quattro cinque dieci cento passi… E poi… Attenzio’, concentrazio’ , ritmo e.. vitalità! 90+1 Colombooooooo.. Gooooooool!