
C’è una lapide marmorea sul lato nord della torre dei leoni del Castello Estense. Due fiere si fronteggiano con in mezzo un effige dal significato criptico. Si dice volesse significare l’ orgoglio della nobiltà di una casata di Provincia e la determinazione e la fiducia per il futuro che l’attendeva, nonostante le incertezze.
C’è la nuova sciarpa della CURVA OVEST, sotto la balaustra, che sul retro recita, medesima: WOR BAS. Mi giro dietro verso Ricky, fresco dell’acquisto, e gli chiedo: che cazzo vuol dire? Lui, che ai quasi 50 si è rimesso a giocare negli amatori (un grande!) e sembra ancora un ragazzino mi guarda e fa spallucce. La curiosità deve serpeggiare tra i gradoni perché si sentono sillabe in antico germanico rimbalzare da un lato all’altro della ovest, citando agenzie di viaggi locali e improbabili truppe tedesche d’assalto. Non c’è tempo per googlare perché Andre mi richiama all’ordine, mi deve dire due cose importanti: che sono invitato da lui la Befana e fa la Salamina al cucchiaio e che è ora e si inizia a cantare. Faccio in tempo a dare un ultimo sguardo e c’è pieno di bambini (e bambine) oggi, con quegli occhi di cui parlano i ragazzi della Ovest e la fanzine che custodisco preziosa in tasca. A fine primo tempo, mentre mi alleno da equilibrista con troppe birre in mano, mi faccio convocare da Cala, dopo uno stop di mesi che neanche Pepito Rossi, per l’ultimo calcetto annuale del giovedì sera, contando soprattutto sulla prestazione nel terzo tempo. Mi riallineo in posizione, proprio là sotto dove c’è più calor, vicino ai ragazzi di Bondeno che vedo solo in Curva ma che è sempre un piacere. Poi si ricomincia a cantare, perché è quello che conta e che mi farà tornare il mal di gola, mentre qualche ora dopo, completamente afono, mi ritrovo a fianco di Pep a passeggio sotto le luci natalizie di Piazza Municipale tra giostrine, vin brule’ e arrosticini. Chi non è di Ferrara, chi non va alla Spal, chi non si sente geneticamente spallino, chi non è capace di apprezzare ciò che lo circonda non potrà mai capire. Per tutti gli altri, ah sì ,scusate, abbiamo perso due a zero.
WOR BAS: dall’antico germanico “per il meglio”, “sempre oltre”