VIOLA BIANCO AZZURRO

Partiamo in bici e attraversiamo la città all’ora dell’ammazza caffè. C’è anche il nonno, ho preso il biglietto anche per lui, seppur in gradinata. Tutona e mutandoni (è metà marzo ma c’è un’aria fredda e bastarda che sembra ricordarti di non farti illusioni), cappellino di panno con visiera e sciarpa 92/93 d’ordinanza e.. Via in bigona con figlio e nipotina.. “cuntent da matt”!

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PALINDROMI

La Treccani definisce palindroma una sequenza di lettere o di sillabe che possa essere letta anche in senso retrogrado dando come esito o la sequenza di partenza o un’altra sequenza pure dotata di senso. Al principio della lettura retrograda sono legati diffusi simbolismi antichi e moderni.

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WOR BAS

C’è una lapide marmorea sul lato nord della torre dei leoni del Castello Estense. Due fiere si fronteggiano con in mezzo un effige dal significato criptico. Si dice volesse significare l’ orgoglio della nobiltà di una casata di Provincia e la determinazione e la fiducia per il futuro che l’attendeva, nonostante le incertezze.

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Uno Due Tre Quattro Cinque Dieci Cento Passi

Sabato pomeriggio. Guardo dalla balaustra di via
Darsena le strade attorno al Paolo Mazza pian piano riempirsi di auto parcheggiate e di anime biancoazzurre con i paramenti sacri di un rito che si tramanda da generazioni. Non ho fatto lo scatto digitale giusto e questa volta sono rimasto senza biglietto. Caio ad un matrimonio, Nino a ricevere ospiti dal mondo, Riccio a cambiare pannolini, oggi tocca ad Andre respirare per tutti la nostra aria preferita, ed è una garanzia. Sento le vibrazioni dal campo e dai gradoni mentre vado in senso opposto alle sirene che accompagnano le ultime  auto dei tifosi parmensi verso lo stadio.

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Breathe

Respiro.

Accompagno Viola e Isy dai nonni per pranzo dopo un sabato mattina intenso di giochi e faccende. Ho preparato tutto come sempre prima, ma cerco di rimanere lucido mentre esco di casa per evitare di prendere lo zaino con l’anti zanzare, la copertina e il cappellino della scuola materna anziché quello con la sciarpa, la mascherina e il tagliando rigorosamente stampato (sia mai!) di viva ticket. Controllo il download del greenpass sullo smartphone e anche di aver bonificato la memoria digitale (solo quella) dalle ultime opere d’arte raffinatissime girate sulla chat degli amici.

Finalmente ci siamo.

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Raw and Dunghill


Riesco a sintonizzarmi giusto al fischio di inizio dopo aver preparato la solita cena gourmet tenerone e wurstel a Viola e Isy. Loro gradiscono e io pure, nonostante il villaggio degli gnomi sull’altopiano di Asiago ci abbia tenuto prigionieri fino all’ultimo rimandando la gioia di risalire gli amati gradoni. Ci sono Caio e Monique sul fronte a mandare notizie aggiornate anche se dalle frequenze del canale-monopattino giungono forti e chiari i cori dal Paolo (Bruno!) MAZZA.

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Ferrara 500 anni fa era New York

Mentre partecipavo l’altra sera all’improvvisata riunione di redazione del nostro blog (ah, si.. ci siam presi una pausa.. sai il COVID, l’inflazione, la crisi in medio oriente, mio cugino non è stato bene..) tirandola per le lunghe con la scusa di bermi le birre anche dei due quinti in vacanza e con la voglia di trovare la chiave giusta per interpretare il sentimento profondo di chi come noi sta vivendo, da innamorato di Spal, questa transizione societaria e tutto ciò che rappresenta ecco improvviso un flash: FERRARA 500 ANNI FA ERA NEW YORK, la geniale intuizione di Andrea Amaducci apparsa qualche anno fa sui muri davanti al Mc Donald in piazza, colpevolmente oscurata da zelanti incaricati al decoro urbano ma solo dopo essere diventata patrimonio comune della memoria di molto ferraresi tra i quali, evidentemente, il sottoscritto.

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Meno spezzatino e più…polpettone!

La Lega Serie A ha ufficializzato nella giornata di ieri gli orari delle partite fino al termine del girone di andata.

Sarà a causa del ritorno dei doppio gestore televisivo (SKY e DAZN), sarà per i crescenti interessi pubblicitari e commerciali legati all’arrivo in Italia di CR7, ma mai come quest’anno i tifosi biancoazzurri dovranno adattarsi ad orari cervellotici e spesso scomodi.

Col passare del tempo, in nome del Dio denaro, è stato privilegiato sempre di più il tifoso da salotto dimenticando chi fa sforzi enormi in termini di tempo e soldi per seguire la propria squadra allo stadio, per trasmettere la propria passione ai protagonisti in campo e, non da ultimo, per garantire anche a chi guarda le partite in TV uno spettacolo più coinvolgente.

Saremmo ovviamente un po’ troppo nostalgici e antiquati a rimpiangere i tempi in cui tutte le partite si svolgevano in contemporanea alle 15:00 della domenica pomeriggio, oggi un ritorno all’orario unico sarebbe anacronistico e improponibile considerati i quattrini che tutte le squadre guadagnano dai diritti televisivi, ma un po’ di vantaggi in meno ai tifosi “virtuali” e qualche attenzione in più ai tifosi “reali” sarebbe, oltre che possibile, auspicabile per garantire un prodotto migliore per tutti.

“Fede è andare allo stadio quando puoi vedere la partita in televisione.”
Dino Risi