TRA IMMAGINAZIONE E REALTÀ’ EP. 1 – Racconto semiserio di un ipotetico Spal-Cittadella

5 marzo 2023 Ore 13.45. Si moltiplicano le notifiche sulle 5 chat dedicate al biancoazzurro…. In tutte lo stesso messaggio con qualche variazione di formulazione, un paio più colorite delle altre. “mah… Si gioca?”… “zio ####”! Da 20 minuti Ferrara nella sua prima domenica di Marzo è sotto un cielo plumbeo e una fittissima nevicata. Il due aste già pronto all’ingresso dell’uscio, la felpa già addosso, le monetine in tasca “un’offerta per la curvaaa” e il solito appuntamento già fissato per la prima birra.

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VIOLA BIANCO AZZURRO

Partiamo in bici e attraversiamo la città all’ora dell’ammazza caffè. C’è anche il nonno, ho preso il biglietto anche per lui, seppur in gradinata. Tutona e mutandoni (è metà marzo ma c’è un’aria fredda e bastarda che sembra ricordarti di non farti illusioni), cappellino di panno con visiera e sciarpa 92/93 d’ordinanza e.. Via in bigona con figlio e nipotina.. “cuntent da matt”!

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PALINDROMI

La Treccani definisce palindroma una sequenza di lettere o di sillabe che possa essere letta anche in senso retrogrado dando come esito o la sequenza di partenza o un’altra sequenza pure dotata di senso. Al principio della lettura retrograda sono legati diffusi simbolismi antichi e moderni.

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WOR BAS

C’è una lapide marmorea sul lato nord della torre dei leoni del Castello Estense. Due fiere si fronteggiano con in mezzo un effige dal significato criptico. Si dice volesse significare l’ orgoglio della nobiltà di una casata di Provincia e la determinazione e la fiducia per il futuro che l’attendeva, nonostante le incertezze.

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Breathe

Respiro.

Accompagno Viola e Isy dai nonni per pranzo dopo un sabato mattina intenso di giochi e faccende. Ho preparato tutto come sempre prima, ma cerco di rimanere lucido mentre esco di casa per evitare di prendere lo zaino con l’anti zanzare, la copertina e il cappellino della scuola materna anziché quello con la sciarpa, la mascherina e il tagliando rigorosamente stampato (sia mai!) di viva ticket. Controllo il download del greenpass sullo smartphone e anche di aver bonificato la memoria digitale (solo quella) dalle ultime opere d’arte raffinatissime girate sulla chat degli amici.

Finalmente ci siamo.

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Ferrara 500 anni fa era New York

Mentre partecipavo l’altra sera all’improvvisata riunione di redazione del nostro blog (ah, si.. ci siam presi una pausa.. sai il COVID, l’inflazione, la crisi in medio oriente, mio cugino non è stato bene..) tirandola per le lunghe con la scusa di bermi le birre anche dei due quinti in vacanza e con la voglia di trovare la chiave giusta per interpretare il sentimento profondo di chi come noi sta vivendo, da innamorato di Spal, questa transizione societaria e tutto ciò che rappresenta ecco improvviso un flash: FERRARA 500 ANNI FA ERA NEW YORK, la geniale intuizione di Andrea Amaducci apparsa qualche anno fa sui muri davanti al Mc Donald in piazza, colpevolmente oscurata da zelanti incaricati al decoro urbano ma solo dopo essere diventata patrimonio comune della memoria di molto ferraresi tra i quali, evidentemente, il sottoscritto.

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Andrà tutto bene

Diario di uno Spaldamar – 16 Marzo 2020

Mi alzo come sempre prima di tutti, stranamente riposato e rilassato. Sarà stato lo strudel superlativo preparato dalla Fra ieri (i vantaggi della quarantena a domicilio…) o l’assenza di acidità gastrica dovuta alla contemplazione della classifica il lunedì mattina (i vantaggi della quarantena sportiva, in questo caso).

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Le Semplici cose

uno si separa insensibilmente…. E infine la tristezza…delle semplici cose. Queste semplici cose che cadon dolendo sul fondo del cuore….

Le semplici cose, Vinicio Capossela – Rebetiko Gymnastas, 2012.

Ci hai svegliato da un incantesimo che durava decenni, ci hai fatto andare sulle montagne russe, ci hai tolto il fiato, ci hai regalato pura e vera gioia e quello che più importa ci hai fatto stare di nuovo vicini.

Grazie Mister. Eterna stima e gratitudine. E chissà che…

“uno torna sempre al suo vecchio posto, dove amò la vita….perché semplice è l’amore e le semplici cose se le divora il tempo”

Voto la Spal

Giorgio esce di casa. In un solo gesto c’è tutto l’eroismo di un piccolo grande uomo normale in una domenica quasi normale di gennaio. Si vota. Del resto lui non può sottrarsi al suo dovere. Ieri alle tre del pomeriggio si giocava il “suo” derby al Paolo Mazza, lui non poteva sottrarsi. Domenica mattina, 26 gennaio 2020. Giornata uggiosa, perfetta per musicarla con note melanconiche, ma lui non era Sergio Endrigo e quelli non erano gli Anni Settanta. Peccato. Mentre camminava sornione sul marciapiede della strada verso la piazzetta della scuola gli pulsavano le tempie, troppi pensieri, troppi anche per la dose di paracetamolo che aveva trangugiato appena sveglio, assieme ad un sorso di caffè con qualche biscotto secco. E non poteva essere altrimenti. Il cerchio alla testa post-derby lo affliggeva come la più antica forma di stress post-traumatico. Non poteva sottrarsi.

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Caro Babbo Natale (un anno dopo)

Caro Babbo Natale,

quest’anno a Natale portami sull’isola che non c’è… e non dirmi anche tu che non esiste ti prego. Vorrei andare lontano, volare via anche solo per un minuto. Lo so che non dovrei intasare la tua posta con messaggi così, che dovrei lasciare ai bambini le lettere coi loro desideri, molto più concreti dei miei probabilmente (e più meritati).

What a wonderful world, Eva Cassidy. Live at Blues Alley, 1996.

Lo so che la maturità si porta tante cose con se’ tanti pesi e responsabilità… so tutto, non importa che mi fai la predica. Lo confesso, ho sbirciato la letterina che ti ha scritto mio figlio l’anno scorso e sono convinto che saprebbe cavarsela perfettamente mentre io sarò sull’isola. Allora? Mi ci porti??

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